“La Santa Pasqua ci ricorda una verità fondamentale per la nostra vita: che la morte non ha l’ultima parola. La morte, la sofferenza, il dolore, tutto ciò che sentiamo come pesante nella nostra esistenza, non hanno l’ultima parola”. Lo afferma mons. Marco Tasca, arcivescovo di Genova, nel videomessaggio di auguri per la Pasqua 2026. Il presule riconosce che “tante realtà attorno a noi sembrano parlare di morte, di sofferenza, di dolore”, con un pensiero esplicito alla “realtà terribile della guerra”. Da qui l’invito a pregare “per gli operatori di pace, chiunque essi siano, che a qualsiasi titolo lavorano per costruire la pace”, ma anche per “coloro che non sono fautori di pace, che portano morte, dolore e sofferenza”, chiedendo al Signore “che tocchi il loro cuore”. Mons. Tasca esorta quindi tutti i fedeli a sentire che “siamo chiamati ad essere portatori di pace nella quotidianità della nostra vita: nel lavoro, nel tempo libero, nelle relazioni, ovunque siamo”. Richiamando le parole del Papa, il presule ricorda che “siamo chiamati ad avere un linguaggio che non parla mai di morte, ma che parla sempre di pace”. Conclude con una preghiera: “Signore, aiutaci ad essere costruttori di pace e uomini e donne capaci di testimoniare la bellezza della speranza”.