Droga: Goosdeel (direttore Agenzia Ue), “minacce da eroina, cocaina e sostanze sintetiche”

(Foto Euda)

Il Consiglio di amministrazione dell’Agenzia dell’Unione europea contro le droghe (Euda) si è riunito questa settimana a Lisbona, per affrontare “una serie di questioni strategiche, operative e di governance che definiranno il futuro dell’agenzia”. La riunione, presieduta dal presidente, Franz Pietsch, è l’ultima sessione a cui partecipa il direttore esecutivo dell’agenzia, Alexis Goosdeel, il cui mandato termina il 31 dicembre. Lasciando l’incarico, Alexis Goosdeel (nella foto), diffonde oggi una riflessione che ripercorre il decennio trascorso e lancia lo sguardo al futuro dell’Agenzia Ue, che ha sede a Lisbona. “Al termine del mio mandato vorrei offrire una riflessione personale su un decennio segnato da profonde trasformazioni. Questi anni sono stati segnati da crisi e incertezza: gravi attacchi terroristici in Europa, l’emergenza migratoria, l’instabilità nelle regioni limitrofe, la Brexit, la pandemia di Covid-19 e, più recentemente, la guerra in Ucraina e altre nuove tensioni geopolitiche. Ognuno di questi eventi ha avuto ripercussioni sulla salute pubblica, sulla sicurezza e sulla coesione sociale. In questo contesto, il fenomeno della droga in Europa si è evoluto a un ritmo e a una portata mai visti nei miei 35 anni di lavoro in questo campo”.
“Quando ho iniziato il mio mandato nel 2016, l’eroina – afferma – era ancora la principale droga problematica e rilevavamo circa due nuove sostanze psicoattive (Nps) ogni settimana. Mentre l’innovazione nella chimica di sintesi stava già accelerando, la situazione oggi è radicalmente diversa. Negli ultimi 27 anni, il Sistema di allerta rapida dell’Ue sulle Nps ha identificato oltre 1.000 sostanze mai viste prima, e ogni anno circa 400-450 riappaiono sul mercato in qualche parte dell’Unione europea. Ciò riflette lo straordinario dinamismo del mercato delle droghe illecite e la crescente complessità di ciò che dobbiamo monitorare”.
Il cambiamento più significativo, tuttavia, “è stato l’aumento esponenziale della produzione e del traffico di cocaina. Questa tendenza è iniziata all’epoca dei negoziati di pace in Colombia e si è trasformata in un fenomeno senza precedenti. Oggi la cocaina è più accessibile, più economica e più potente in Europa che mai. Il suo arrivo in quantità record tramite container marittimi ha cambiato radicalmente l’ambiente operativo per le autorità doganali, le forze dell’ordine e quelle giudiziarie. Parallelamente, la produzione di droghe sintetiche (anfetamine, metanfetamine, ecstasy) all’interno dell’Ue è aumentata, supportata da precursori chimici di provenienza internazionale e facilitata da una logistica criminale sempre più sofisticata”.

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