Venezuela: Missione Onu denuncia che la Guardia nazionale bolivariana ha commesso per oltre un decennio crimini contro l’umanità. Attestazioni di solidarietà al card. Porras

La Missione internazionale indipendente di accertamento dei fatti sulla Repubblica bolivariana del Venezuela, condotta nell’ambito delle Nazioni Unite ha accusato la Guardia nazionale bolivariana (Gnb), l’organo di polizia del Governo chavista, guidato dal presidente Nicolás Maduro, di aver commesso crimini contro l’umanità per oltre un decennio. Nel rapporto, pubblicato ieri, si sostiene che i responsabili e i componenti della Guardian nazionale sono direttamente responsabili di privazioni arbitrarie della vita, detenzioni arbitrarie, torture, trattamenti crudeli, inumani o degradanti e violenze sessuali e di genere, sia durante operazioni di controllo delle proteste che in azioni di persecuzione politica selettiva. “I fatti documentati mostrano il ruolo della Gnb in un modello di repressione sistematica e coordinata contro persone oppositrici o percepite come tali, che si è protratto per oltre un decennio”, ha affermato Marta Valiñas, presidente della Missione di accertamento dei fatti. Oggi, mentre Maduro è direttamente minacciato dalle azioni militari degli Stati Uniti, che due giorni fa hanno dato l’assalto a una petroliera di Caracas, si assiste a un’ulteriore morsa contro le libertà. Ne ha fatto le spese, come è noto, il cardinale Baltazar Porras, arcivescovo emerito di Caracas, al quale è stato confiscato il passaporto, impedendogli di partire per un soggiorno in Spagna. Rispetto a quanto accaduto, si continuano a registrare numerose reazioni. “In comunione con i vescovi del Venezuela, ci uniamo in solidarietà di fronte ai recenti avvenimenti che hanno colpito il cardinale Baltazar Porras”, scrive la Conferenza dei religiosi e delle religiose del Venezuela. Gustavo Petro, presidente della Colombia, ha scritto sui social network che “il governo di Maduro deve capire che la risposta a un’aggressione esterna non è solo un arruolamento militare, ma una rivoluzione democratica. È con più democrazia che si difende un Paese, non con più repressioni inefficienti. Il problema del Venezuela è più democrazia ed è ora di un’amnistia generale e di un Governo di transizione che includa tutti”. Il coordinatore generale dell’ong Provea, Oscar Murillo, afferma che “la trattenuta e/o l’invalidazione del documento d’identità si è aggiunta ad altre violazioni dei diritti fondamentali nel contesto del regime repressivo che si è consolidato dopo il 28 luglio 2024”.

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