Accessibilità: don Franceschini (Cei), “maturare una sensibilità piena nei nostri ambienti”

“Nel nostro ambiente, caratterizzato fortemente dalla presenza di edifici storici, non è maturata ancora una sensibilità piena sull’accessibilità”. Lo ha detto al Sir don Luca Franceschini, direttore dell’Ufficio nazionale Cei per i beni culturali ecclesiastici e l’edilizia di culto a margine del seminario “Oltre la soglia. Accessibilità e partecipazione nei luoghi sacri e della cultura”, svoltosi ieri pomeriggio alla basilica di San Giovanni Battista dei Fiorentini, a Roma. “Stiamo facendo dei passi in avanti – ha garantito – ad esempio segnalando sul nostro sistema di catalogo delle chiese la possibilità di accessibilità, in modo che chi arriva sappia prima che cosa troverà e dove potrà lasciare la macchina e da lì come può arrivare alla chiesa. Ci sono progetti e studi che stanno piano piano raggiungendo anche le nostre diocesi”. C’è un lavoro in profondità che va perseguito e portato avanti, ha evidenziato il direttore, “perché rimane ancora la difficoltà di consentire l’accesso alle persone con disabilità ai nostri beni culturali che sono di solito adibiti al culto, superando barriere che non sono semplici da superare”. “Penso ad esempio a quegli edifici nei quali c’è una grande scalinata storica – ha precisato – o che si trovano in contesti cittadini molto ristretti che non consentono talvolta nemmeno di arrivare in automobile”. Il seminario ha portato all’attenzione un’interessante progettualità che in alcune parti d’Italia e in alcune diocesi è già partita o sta per essere avviata. “Penso sia fondamentale l’acquisizione di una mentalità, di un’attenzione, di uno sguardo più ampio – ha concluso – che vada oltre il primo ostacolo”.

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