Presentata oggi a Roma dall’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza Marina Terragni, la Relazione al Parlamento 2025 individua nel rapporto tra bambini e adolescenti, ambiente digitale e qualità delle relazioni educative una delle questioni più rilevanti del presente. Il documento evidenzia come “l’esposizione precoce e pervasiva agli schermi si intrecci con fragilità familiari, disagio emotivo, ritiro sociale e difficoltà nella costruzione dell’autonomia”. In questo quadro, la Relazione richiama “la necessità di restituire centralità alla responsabilità degli adulti, all’ascolto dei minorenni e alla ricostruzione di contesti relazionali capaci di accompagnarne la crescita”.
I temi affrontati nella Relazione partono da una constatazione comune: molte delle difficoltà che oggi interessano bambini e adolescenti, dal disagio psicologico alla fragilità familiare, fino all’uso problematico delle tecnologie, sono accomunate dall’indebolimento dei contesti relazionali e dalla crescente difficoltà degli adulti a esercitare una funzione educativa e di accompagnamento. È a partire da questa prospettiva che la Relazione illustra le principali questioni emerse nel corso dell’anno. Per il digitale, secondo l’Agia non basta mettere limiti, occorre restituire esperienza. Nei capitoli dedicati alla famiglia emerge con forza il tema delle separazioni conflittuali e degli allontanamenti. La Relazione richiama la necessità di riportare al centro il punto di vista dei bambini e degli adolescenti: l’ascolto del minorenne viene indicato come una garanzia sostanziale e non come un adempimento formale. Dagli abusi online al maltrattamento, dalla devianza minorile agli orfani di femminicidio, la Relazione porta l’attenzione su fenomeni che raramente si manifestano all’improvviso. L’Autorità garante evidenzia la necessità di rafforzare la capacità di individuare e accompagnare le fragilità dei nuclei familiari prima che si trasformino in emergenze. Nella Relazione anche la salute mentale e la crescente fragilità emotiva degli adolescenti. Il documento invita a non considerare il disagio esclusivamente come una questione sanitaria, osservando come solitudine, ritiro sociale, iperconnessione e impoverimento delle relazioni costituiscano fattori sempre più rilevanti. La questione, secondo il documento, riguarda l’intera comunità educante e chiama in causa la qualità degli ambienti in cui i ragazzi crescono. Le consultazioni promosse dall’Autorità garante mostrano adolescenti particolarmente attenti ai temi della salute mentale, delle relazioni, della violenza, dei conflitti e del futuro. La Relazione dedica attenzione alla condizione dei minori stranieri non accompagnati. La scuola, le famiglie, i servizi e il territorio sono indicati come gli attori fondamentali per contrastare dispersione scolastica, povertà educativa, violenza e marginalità.