Buono scuola nazionale: Agorà delle parità, “oltre 14.000 le richieste pervenute al Mim”

Le Associazioni di gestori e genitori di scuole paritarie cattoliche e d’ispirazione cristiana, Agesc, Cdo Opere educative-Foe, Ciofs scuola Fma, Faes, Fidae, Fism, Fondazione Gesuiti Educazione, Salesiani per la Scuola-Cnos Scuola Italia, facenti parte di Agorà della parità, registrano positivamente l’esito delle richieste di accesso al buono scuola nazionale (di cui al comma 519 dell’art. 1 della legge 199/2025 ) delle famiglie con figli frequentanti la scuola secondaria di I grado ed il primo biennio della scuola secondaria di II grado.
“Risultano oltre 14.000 le richieste pervenute al Mim entro il 25 settembre (data di scadenza di presentazione delle domande) che rappresentano circa il 14% degli studenti frequentanti, confermando l’esistenza di una domanda reale e diffusa di sostegno economico tra le famiglie che scelgono la scuola paritaria”, ricorda una nota a firma di Umberto Palaia, presidente nazionale dell’Agesc, Carla Monaca, presidente nazionale di Ciofs scuola Fma, Giovanni Sanfilippo, delegato nazionale per le Relazioni istituzionali di Faes, Massimiliano Tonarini, presidente nazionale di Cdo Opere educative-Foe, Virginia Kaladich, presidente nazionale di Fidae, Luca Iemmi, presidente nazionale di Fism, Vitangelo Denora, delegato della Fondazione Gesuiti Educazione, Stefano Mascazzini, presidente nazionale Salesiani per la Scuola-Cnos Scuola Italia.
La misura era destinata agli studenti provenienti da nuclei familiari con Isee inferiori a 30.000 euro e, pertanto, la numerosità delle domande pervenute rappresenta “un segnale importante che contribuisce a superare un luogo comune ancora molto diffuso”.
“Le richieste pervenute dimostrano infatti che la scuola paritaria non è una scuola riservata alle famiglie più abbienti, ma rappresenta una scelta educativa anche di numerosi nuclei familiari con redditi medio-bassi, che necessitano di strumenti di supporto per esercitare concretamente la libertà di scelta educativa. Un dato che conferma il ruolo pubblico svolto dalle scuole paritarie e la loro capacità di rispondere ai bisogni di una platea sociale ampia e diversificata”, si osserva nella nota.
Il successo della misura rafforza quindi “la necessità di politiche che sostengano il pluralismo educativo e garantiscano a tutte le famiglie, indipendentemente dalla condizione economica, la possibilità di scegliere il percorso scolastico ritenuto più adeguato per i propri figli”.
Le scriventi associazioni, ringraziando chi si è speso per l’introduzione del buono scuola nazionale, auspicano che “nella prossima legge di bilancio il provvedimento venga stabilizzato con un incremento dei fondi per consentire l’ampliamento della platea degli studenti provenienti da nuclei familiari con Indicatore Isee fra i 30.000 euro e i 40.000 euro”.

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