Un percorso per integrare l’intelligenza artificiale nei processi produttivi senza perdere la centralità della persona e il valore del lavoro. È l’obiettivo del progetto avviato da Confindustria Toscana Centro e Costa, che il 24 settembre scorso, a Firenze, ha promosso l’incontro “La Magnifica Humanitas e il Nuovo Umanesimo: centralità della persona e valore del lavoro nel cantiere dell’intelligenza artificiale”. L’iniziativa prende spunto dall’enciclica di Papa Leone XIV, Magnifica Humanitas, e si inserisce nel percorso che l’associazione degli industriali sta sviluppando per elaborare il “Codice di Firenze”, documento che pone al centro la dignità della persona nel mondo dell’impresa. Secondo il presidente di Confindustria Toscana Centro e Costa, Lapo Baroncelli, “l’Intelligenza artificiale è un pezzo fondamentale della reindustrializzazione. Ma deve esserne un acceleratore, non la sola protagonista. Una tecnologia che non migliora un settore, ma ridisegna le regole e le fondamenta di tutti i settori”. Da qui la necessità di governarne lo sviluppo in una prospettiva umanistica: “Stiamo lavorando al Codice di Firenze. La sfida che abbiamo di fronte, e l’Enciclica lo dice chiaramente, è come farla diventare uno strumento del nuovo Umanesimo, piuttosto che la protagonista del post Umanesimo”. Il presidente degli industriali toscani ha inoltre richiamato l’urgenza di sviluppare capacità di discernimento di fronte alla rapidità con cui la nuova tecnologia si sta diffondendo: “Prima contava il sapere; ora conta il giudizio, il discernimento. Prima era fondamentale il saper fare; ora il punto nodale è saper capire”. All’incontro è intervenuto anche l’arcivescovo di Firenze, mons. Gherardo Gambelli: “È una sfida perché l’intelligenza artificiale, come ci ricorda Papa Leone nell’enciclica, in sé non è né un bene né un male: tutto dipende dall’uso che ne facciamo. Siamo in un tempo di rivoluzione e c’è bisogno di persone che siano pioniere nell’arte di accompagnare tutta la società, ma anche facilitatori”. Per l’arcivescovo è necessario costruire una rete di collaborazione tra i diversi attori sociali affinché lo sviluppo tecnologico non perda il suo orientamento umano: “È necessario che ci siano delle alleanze tra tutte le componenti della società in modo tale che davvero questa innovazione sia al servizio dell’umanità, la magnifica humanitas appunto”. L’incontro si è aperto con i saluti di padre Giuseppe Pagano, priore della Comunità Agostiniana di Santo Spirito, e della sindaca di Firenze, Sara Funaro. Al dibattito hanno partecipato l’economista Stefano Zamagni e Patrizia Giunti, presidente della Fondazione Giorgio La Pira, moderati dal direttore del Foglio, Claudio Cerasa.