L’ingresso nella preadolescenza si conferma uno dei momenti più critici e delicati per il benessere emotivo e relazionale di bambini e ragazzi nel nostro Paese. È quanto emerge dal policy brief pubblicato dall’Istituto nazionale per l’analisi delle politiche pubbliche (Inapp), intitolato “Proteggere il benessere dei minori. Un’infrastruttura per il monitoraggio delle politiche” curato dai ricercatori Giovanna Giuliano, Cristina Lion, Antonello Scialdone e Paloma Vivaldi Vera. Sulla base dei dati raccolti nell’ambito dell’indagine internazionale Children’s Worlds – Wave 5 che ha coinvolto 4.750 minori, bambini e ragazzi tra i 7 e i 14 anni, lo studio mette in evidenza un quadro di forte stabilità per quanto riguarda l’accudimento “di base”: tra la 5ª elementare e la 2ª media la quota di minori che percepisce la possibilità di condividere con la famiglia le decisioni che li riguardano scende dal 78% al 67,3%, mentre la soddisfazione per il rapporto con gli amici passa dall’83,3% al 75,1%. Un altro dato d’allarme, rileva l’Inapp, riguarda l’isolamento emotivo. Il senso di solitudine rivela un divario di genere che si allarga con l’età: se in 5ª elementare la quota di chi si sente sola “spesso, molto spesso o sempre” riguarda il 15% delle femmine e il 16% dei maschi, in 2ª media la percentuale di ragazze che vive questa condizione di sofferenza emotiva impenna al 25% (1 su 4), contro il 16,5% dei coetanei maschi.
A fare da catalizzatore di queste fragilità relazionali – viene spiegato – è la pervasività dei dispositivi tecnologici e della vita online. Lo smartphone personale passa dal 52,7% in 5ª elementare al 90,7% in 2ª media, mentre l’iscrizione ai social network sale dal 31,5% al 74,8%. L’uso quotidiano o quasi delle piattaforme raggiunge il 55,3% tra i ragazzi di seconda media. “Inevitabili” vengono definite le ricadute sul benessere psicofisico e familiare: il 32,5% dei dodicenni ha tentato senza successo di ridurre l’uso di internet, il 25% riconosce problemi legati all’utilizzo della rete e il 17,4% segnala un peggioramento dei risultati scolastici. Riguardo a vittimizzazione e cyberbullismo, lo studio mette chiaramente in risalto che mentre la violenza fisica a scuola rimane un fenomeno a forte prevalenza maschile (in 2ª media è vittima il 17% dei maschi contro il 5,9% delle femmine), nell’ambiente digitale sono le ragazze a subire maggiormente forme sottili ed escludenti di prevaricazione: l’essere escluse o ignorate sui social riguarda il 20,7% delle ragazze in 2ª media (contro il 14,3% dei maschi).