“Il senso della presenza della Fondazione Ente dello spettacolo alla Mostra è quello di essere una piattaforma, che dialoga e si mette a servizio”. Così mons. Davide Milani, presidente della Fondazione Ente dello spettacolo e direttore della “Rivista del Cinematografo”, che a Venezia83 ha organizzato un momento di incontro tra i media Cei e i lettori, alla presenza del segretario generale mons. Giuseppe Baturi. “Dobbiamo raccontare il cinema – ha indicato mons. Milani -, ma soprattutto fornire spazi di dialogo e confronto. Cerchiamo, senza retorica ma con i fatti, di essere Chiesa nel cinema, perché vogliamo offrire questa possibilità alla comunità”. E ancora: “La nostra Rivista è prossima al centenario nel 2028. Il fatto che abbia cento anni non significa rimanere fermi: manteniamo la pubblicazione cartacea, nonostante le difficoltà dell’editoria, rinnovando il rapporto con il pubblico. Desideriamo esserci dove il cinema c’è”. Al Lido Mauro Ungaro, presidente Fisc: “Grazie alle nostre 190 testate abbiamo fatto una fotografia di quanto il cinema è presente: 30 anni fa era solo un piccolo spazio sui film in programmazione nelle sale. Oggi lo scenario è mutato. C’è un’attenzione sempre alle Sale della Comunità, ma il film diventa anche l’occasione per offrire focus e approfondire tematiche che legano globale-locale. Racconti affidati ai giovani”. In linea Massimo Monzio Compagnoni, responsabile del Servizio promozione sostegno economico (8xmille): “Sono arrivato in Cei durante la pandemia, in un mondo che di fatto stava cambiando. Abbiamo compreso che il sostegno alla Chiesa si racconta e rendiconta. Abbiamo realizzato le nostre campagne con nuove scelte di linguaggio, ricorrendo anche a quello del cinema. Non desideriamo, come Chiesa, raccontare solo il bisogno ma la risposta a un bisogno, non la ferita ma la cura alla ferita”.