È morta oggi a Roma, a 78 anni, Emma Bonino, storica esponente radicale e leader di Più Europa. Ne ha dato notizia il partito. Ricoverata nei giorni scorsi all’ospedale Santo Spirito per una crisi respiratoria, ieri era uscita dalla terapia intensiva ed era stata trasferita in una struttura privata. Nata a Bra (Cuneo) nel 1948, è stata deputata, senatrice, parlamentare europea, commissaria europea dal 1995 al 1999, ministra per le Politiche europee e il Commercio internazionale dal 2006 al 2008 e ministra degli Esteri tra il 2013 e il 2014. Protagonista delle campagne radicali sul divorzio e per la legalizzazione dell’aborto, su posizioni distanti da quelle della Chiesa, aveva coltivato un dialogo con Papa Francesco, soprattutto sul tema delle migrazioni. Il 4 novembre 2015 aveva incontrato il Pontefice al termine dell’udienza generale in piazza San Pietro, per presentare alcune iniziative a favore dei bambini profughi. Nel novembre 2016 era stata ricevuta in udienza privata nel Palazzo Apostolico, in un colloquio incentrato – riferì allora la Sala Stampa della Santa Sede – sui flussi migratori, sull’accoglienza dei migranti e sulla loro integrazione. Nel febbraio 2016, in un colloquio riferito da Massimo Franco sul Corriere della Sera, Francesco l’aveva inclusa “tra i grandi dell’Italia di oggi”, osservando che aveva “offerto il miglior servizio all’Italia per conoscere l’Africa”. Sulle differenze di vedute aveva aggiunto: “Vero, ma pazienza. Bisogna guardare alle persone, a quello che fanno”. Il 5 novembre 2024 Francesco le aveva fatto visita a sorpresa nella sua abitazione romana. Alla morte del Pontefice, il 21 aprile 2025, Bonino aveva ricordato “l’emozione del nostro ultimo incontro, quando sorprendendomi venne a visitarmi in un momento particolarmente faticoso della mia malattia”.