Colombia: terremoto in Chocó, famiglie ancora in case a rischio e difficoltà nell’accesso all’acqua

A un mese dal terremoto, mentre in Colombia si parla di ricostruzione, in diversi territori del dipartimento occidentale del Chocó vi sono famiglie che continuano a vivere in abitazioni a rischio di crollo, dichiarate inagibili o a uso limitato. Alcune vi rimangono perché non dispongono di alternative; altre affrontano condizioni precarie in sistemazioni temporanee. A ciò si aggiungono le difficoltà nel far giungere aiuti alle comunità isolate e l’incertezza su come recuperare abitazioni, coltivazioni e altre fonti di sostentamento. È quanto emerge dalla missione territoriale promossa dalla Chiesa colombiana nelle diocesi di Quibdó e Istmina-Tadó e in altre aree colpite. Il terremoto di magnitudo 7,4 del 10 agosto, infatti, non ha lasciato soltanto danni materiali, ma ha aggravato condizioni sociali, economiche e di sicurezza già presenti. Squadre della Conferenza episcopale della Colombia e del Segretariato nazionale della Pastorale sociale-Caritas Colombiana hanno operato in dieci giurisdizioni ecclesiastiche di Valle del Cauca, Eje Cafetero e Chocó. Nella diocesi di Cartago tra il 70% e l’80% dei nuclei familiari delle due comunità prioritarie presenta danni. A Buenaventura sono state riscontrate 130 abitazioni distrutte nelle sole comunità visitate, mentre a livello diocesano se ne segnalano 954 distrutte e 9.194 danneggiate. In varie zone restano inoltre difficoltà nell’accesso all’acqua potabile e nel ripristino dei sistemi danneggiati dal sisma.

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