Europa: mons. Paglia, “secolo segnato da nazionalismi. Ue, serve una visione oltre le regole e gli interessi economici”

(Ventotene) Il tema della governance dell’intelligenza artificiale tiene banco alla seconda Conferenza per la libertà e la democrazia di Ventotene, organizzata dal Parlamento europeo. Sul concetto di “superpotenza generativa” dell’Ia ragiona mons. Vincenzo Paglia, presidente emerito della Pontificia Accademia per la vita e tra i principali pensatori nell’ambito dell’eticità dei nuovi strumenti tecnologici. “Non ho paura dell’intelligenza artificiale, ma di cosa può farne l’umanità e la totale assenza di gestione da parte dell’uomo”. La riflessione riguarda la sfera politica e finanziaria, e l’azione di “delega alla macchina” che impatta, inevitabilmente, l’ambito etico: “Gli algoritmi sono frutto dell’essere umano che li costruisce, quindi per definizione non sono oggettivi ma rispondono sempre a chi li ha fatti, dunque è sempre l’uomo il responsabile”. Pertanto, sottolinea mons. Paglia, risulta “quanto mai fondamentale trovare regole chiare” e su questo impatta anche il ruolo dell’Europa: “L’Unione europea è l’unica dotata di quella dimensione umanistica indispensabile per una universalità della prospettiva tecnologica, ma purtroppo investe ancora troppo poco nelle nuove tecnologie”. Poi aggiunge: “Senza un ruolo deciso dell’Europa, ho paura che non sia possibile la pace tra Cina e Stati Uniti, lasciando spazio a una nuova guerra fredda tra Big Tech che può mettere a rischio gli equilibri mondiali”. Infine, la riflessione sull’approccio ai rischi del presente: “Siamo entrati nel nuovo secolo ognuno pensando a sé, tra nazionalismi e individualismi, ma dobbiamo pensare che per la prima volta l’umanità ha la possibilità di distruggere il creato, dal clima alle tecnologie. Ecco perché all’Europa serve una visione oltre le regole e gli interessi economici, e se non arriva andremo incontro a problemi seri”.

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