“La domanda della sinodalità non è anzitutto: ‘Chi ha il potere di decidere?’. La domanda è più profonda: ‘Come custodiamo insieme il dono che il Signore ha affidato alla sua Chiesa?’”. Lo ha detto il Papa, nel discorso conclusivo del Concistoro, la cui bussola, ha spiegato, è la riflessione conclusiva sul cammino sinodale. “Quando questa domanda diventa il centro del nostro discernimento, anche le questioni dell’autorità, della corresponsabilità e delle decisioni trovano il loro giusto posto, illuminate dalla missione e dalla comune fedeltà al Vangelo”, ha spiegato, afidando ai presenti “ancora una volta” il cammino di attuazione del Sinodo: “Vi chiedo di accompagnarlo con convinzione nelle Chiese che servite, favorendone una comprensione autentica e incoraggiando tutti a prendervi parte: si tratta di aiutare le nostre Chiese a crescere in uno stile sempre più evangelico”. “La sinodalità non è un insieme di riunioni, né un metodo di lavoro”, ha ribadito Leone XIV: “È uno stile spirituale. Nasce dall’incontro, cresce nell’ascolto e matura nel discernimento. La vera domanda non è quante conversazioni sapremo organizzare, ma quale qualità evangelica avranno i nostri incontri. Quando ci ascoltiamo con umiltà e libertà, lasciando spazio allo Spirito, le nostre conversazioni non rimangono uno scambio di idee, ma diventano un luogo di conversione, nel quale cresciamo insieme nella fedeltà al Signore”.