“Avrete senz’altro notato che – da un detto comune – la nostra terra è associata a tre elementi: il sole, il mare e il vento. Essi possono farci riflettere durante la vacanza, per poi tornare a casa rigenerati, e impegnarci a migliorare il nostro mondo”. Lo ha scritto mons. Francesco Neri, arcivescovo di Otranto, nel messaggio ai turisti che trascorreranno le vacanza in Salento.
“Il sole”, osserva il presule, “è una fondamentale fonte di vita, e san Francesco lo canta come un simbolo di Dio: ‘Laudato si’, mi’ Signore, per frate Sole’. Ma il sole dovrebbe essere anche un richiamo alla luce della ragione umana, e orientarci a scegliere di abbandonare la via della violenza e della guerra, oggi troppo diffuse, per scegliere la via di una pace disarmata e disarmante, come chiede Papa Leone XIV”. Poi – prosegue mons. Neri – “c’è il mare, nostro fratello Mare, il Mediterraneo. Questo è il grembo da cui noi italiani proveniamo, e in cui si incontrano l’Europa, l’Asia e l’Africa. Il mare ci insegni che siamo fatti per la fraternità, che si costruisce mediante l’incontro e il dialogo, e il dono vicendevole delle nostre ricchezze naturali e culturali”. “Infine il vento…”, spiega l’arcivescovo: “Mi vengono in mente i versi di una grande canzone di Bob Dylan, Blowin’ In The Wind. In essa il poeta si chiede: ‘Quante strade deve percorrere un uomo prima che tu possa chiamarlo uomo? E quanti mari deve navigare una bianca colomba prima di dormire sulla sabbia? E quante volte devono volare le palle di cannone prima di essere proibite per sempre? La risposta, amico mio, soffia nel vento’”. “Possa fratello Vento – conclude mons. Neri – recarci presto la risposta che gli uomini scelgono di costruire un mondo, in cui sono vita, pace, giustizia e gioia per tutti”.