Libano: Gulia (Fond. Giovanni Paolo II), “continuità Unifil essenziale per pace e ricostruzione”

(foto Fondazione Giovanni Paolo II)

“È una notizia positiva e incoraggiante per tutto il popolo libanese” l’annuncio dell’impegno congiunto di Italia e Francia per garantire continuità alla presenza internazionale in Libano. Lo afferma Pino Gulia, membro del Consiglio di Amministrazione della Fondazione Giovanni Paolo II con delega alla progettazione e all’accoglienza, commentando l’iniziativa che riguarda il futuro della missione Unifil. Secondo Gulia, si tratta di una scelta particolarmente significativa in una fase “particolarmente delicata della storia del Paese”, segnata da crisi economica, instabilità politica e “profonde emergenze sociali”. In questo contesto, il rafforzamento dell’impegno internazionale appare “non solo opportuno, ma necessario”. La prospettiva di proseguire l’azione anche oltre la scadenza del mandato della missione, prevista per il 2027, “conferma la volontà di Italia, Francia, Ue e Onu di continuare a sostenere la sovranità e la stabilità” del Libano, Paese strategico nel Mediterraneo orientale. Unifil, ricorda Gulia, svolge “un ruolo fondamentale nelle aree meridionali del Libano”: la sua presenza “garantisce sicurezza, favorisce il dialogo tra le parti e sostiene il lavoro dell’esercito libanese”. In particolare nelle zone più sensibili, le forze internazionali rappresentano “un presidio di stabilità riconosciuto dalle comunità locali”.
Accanto all’aspetto della sicurezza, il testo richiama anche il contributo umanitario della missione, che ha sostenuto strutture sanitarie e popolazioni civili contribuendo “ad alleviare le sofferenze di migliaia di persone”. Per questo, osserva Gulia, “sarebbe impensabile lasciare il Libano senza una presenza internazionale qualificata proprio nel momento” in cui il Paese cerca di avviare un percorso di ricostruzione. La riflessione si intreccia con l’esperienza diretta della Fondazione Giovanni Paolo II, impegnata da anni nel Paese con progetti di cooperazione. In particolare, le iniziative nel settore agricolo sono definite “esperienze innovative ed efficaci, capaci di generare sviluppo economico” e opportunità per le comunità locali. Tra gli esempi recenti viene citato il progetto “Un ponte per il Libano”, realizzato con la Caritas di Fiesole, reso possibile anche grazie al supporto dell’Esercito italiano presente in Unifil, che ha garantito il trasporto degli aiuti. Un intervento che evidenzia come la presenza internazionale sia determinante anche per le attività umanitarie. Per Gulia, l’impegno annunciato da Italia e Francia assume un valore che “va oltre la dimensione politico-diplomatica”: rappresenta infatti “un messaggio di vicinanza a un popolo” segnato da anni di guerre e difficoltà. La continuità di Unifil potrà favorire “condizioni di maggiore sicurezza”, indispensabili per la ripresa delle attività di cooperazione e per offrire al Libano, soprattutto ai più fragili, “una prospettiva di pace, dignità e speranza”.

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