Con un investimento di 962.425 euro trasformati in gesti concreti, 6.756 persone incontrate e 906 volontari, il Bilancio sociale 2025 della Odv Società San Vincenzo De Paoli Consiglio Centrale di Torino testimonia che la prossimità non è un’erogazione di servizi, ma un incontro.
“Il Consiglio Centrale di Torino offre un esempio concreto di ciò che significa coniugare identità vincenziana, prossimità e capacità di leggere i bisogni reali delle persone”, afferma Paola Da Ros, presidente della Federazione nazionale italiana Società di San Vincenzo De Paoli Odv.
“Un impegno che descrive – sottolinea il presidente del Consiglio Centrale di Torino, Rodrigo Sardi – una comunità che non si arrende e che continua a credere nella forza della carità”, puntando su relazione, accompagnamento e prevenzione.
Secondo Federico Violo, coordinatore interregionale per Piemonte e Valle d’Aosta, la sfida oggi è “intercettare e prevenire le nuove forme di disagio”.
Il percorso verso il riscatto sociale passa attraverso l’istruzione. Nel 2025, sono state erogate 727 ore di doposcuola e distribuito corredo scolastico a 300 bambini. All’Università il sostegno a 23 studenti meritevoli ha portato a 4 nuove lauree in discipline come Ingegneria e Legge. La Commissione Lavoro, nata nel Consiglio Centrale di Torino, nel 2025 ha promosso 29 percorsi personalizzati, portando a 8 assunzioni e 3 tirocini. Nell’emporio solidale “Abito”, sono stati donati 45.000 capi e, attraverso la campagna “Non lasciateci in mutande”, oltre 7.300 capi nuovi di biancheria intima. Ma Abito è anche un luogo di educazione: qui 5 studenti hanno trasformato sanzioni scolastiche in percorsi di crescita, scoprendo il valore del servizio agli altri. Accanto a loro, la nuova Conferenza “Sant’Omobono”, nata nel dicembre 2025 proprio dentro l’emporio. La nuova realtà nasce per dare una forma strutturata all’aiuto, permettendo ai volontari di prendersi cura della persona a 360 gradi, integrando il servizio di vestiario con un supporto umano costante.
Un impegno innovativo del 2025 è stato il contrasto alla povertà energetica. Grazie alla collaborazione con la Fondazione Banco dell’Energia, la Società di San Vincenzo De Paoli non si è limitata a pagare le bollette, ma ha attuato un vero efficientamento domestico. Ciò ha significato analizzare i consumi delle famiglie e sostituire 126 elettrodomestici vecchi e “energivori” (come frigoriferi e lavatrici obsoleti) con modelli moderni a basso consumo.
Dalla lotta alla povertà energetica, alla gestione di Casa Arietti a Candiolo, dove il social housing diventa condivisione. La missione dell’Associazione raggiunge persino il silenzio dei 58 monasteri di clausura sostenuti in tutta Italia dalla Conferenza San Pio X.