Pedofilia e pornografia: convegno in Senato. Verdecchia (Rete Nazionale Studenti Medi), “luoghi di educazione spesso teatro di esperienze traumatiche”

“Ritengo lodevole la scelta di averci coinvolto come sindacato studentesco, perché troppo spesso teatro di queste forme di abuso sono anche i luoghi dell’educazione: spazi che dovrebbero tutelare innanzitutto le persone che li frequentano, garantendo sicurezza, conoscenza e opportunità di crescita, e che invece, in alcuni casi, diventano purtroppo teatro di esperienze fortemente traumatiche  che incidono profondamente sullo sviluppo dell’individuo e sulla sua capacità di relazionarsi con gli altri”. Lo ha detto Angela Verdecchia della Rete Nazionale Studenti Medi intervenendo al Convegno che si è tenuto questa mattina a Roma su “Dalla frammentazione all’integrazione. Nuovi modelli di tutela dei minori”, organizzato in occasione della Giornata Nazionale contro la Pedofilia e la Pedopornografia 2026. “Penso che, forse, più che concentrarsi sulla reazione quando si verificano casi di questo tipo, sarebbe essenziale spostare il focus sulla prevenzione”, ha affermato la rappresentante degli studenti. “Credo che, per prevenire davvero e per costruire una società della cura, soprattutto nei confronti dei più giovani – bambini e adolescenti che stanno ancora formando la propria coscienza e il proprio modo di stare al mondo – sia necessario concentrarsi sui processi educativi. Questo significa anche investire nella creazione di contesti educativi solidi, che non siano caratterizzati esclusivamente da norme rigide o sanzionatorie, ma che promuovano un’idea di relazione fondata su una comunicazione sana” e consentano anche di poter dar voce a “situazioni di crisi e di trauma, che inevitabilmente possono presentarsi nel corso della vita”. Anche Verdecchia ha parlato nel suo intervento di “comunità educante”. Ed ha osservato: “Non possiamo pensare che famiglie, scuola, associazionismo, servizi sociali e altri soggetti operino in compartimenti stagni. È necessario avviare un ragionamento lungimirante, che incentivi reti di contatto stabili tra queste realtà, per costruire percorsi duraturi e strutturali. Non bastano progettualità frammentate o interventi emergenziali sul singolo caso: ciò che serve è un cambiamento strutturale, capace di incidere realmente nel tempo”.

 

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