Diocesi: mons. Spina (Ancona-Osimo), “i giovani sono i poveri ‘crocifissi’ del nostro tempo”

(Foto arcidiocesi Ancona-Osimo)

“Nella vita di San Ciriaco ci sono tre momenti importanti: la croce ritrovata, la croce abbracciata con il battesimo e la croce testimoniata con il martirio. È quello che viene chiesto a ognuno di noi, come battezzati”. Lo ha detto mons. Angelo Spina, arcivescovo di Ancona-Osimo, durante l’omelia della messa per la festa del patrono, celebrata questa mattina nella cattedrale di San Ciriaco. “La croce è fatta di due assi – ha continuato l’arcivescovo -: uno verticale e uno orizzontale, non possono essere disgiunti e separati. L’amore che viene dalla croce è un unico fuoco con due fiamme inseparabili, l’una che si protende verso Dio, l’altra verso il prossimo. La croce non può essere scomposta: solo con l’asse verticale è spiritualismo vuoto; solo con l’asse orizzontale si riduce a filantropia per esibire sé stessi”. Durante l’omelia, mons. Spina ha fatto anche una riflessione sui giovani: “Sono i poveri ‘crocifissi’ del nostro tempo. Oggi più che mai è necessario cogliere e leggere il profondo disagio esistenziale che li abita, il loro smarrimento, le loro molteplici difficoltà, come pure i fenomeni che li coinvolgono nel mondo virtuale e i sintomi di una preoccupante aggressività. Conosciamo questa realtà, è sotto i nostri occhi, e tutti siamo chiamati ad affrontarla”. Infine, la proclamazione di Ancona a Capitale della Cultura 2028, “un’occasione favorevole per un nuovo inizio”, ha detto mons. Spina. “Una città che cresce insieme ai suoi giovani, che li ascolta e li rende parte attiva del proprio futuro è una città viva, dinamica e aperta al mondo”, ha concluso il presule.

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