Rinnovamento nello Spirito: don Leone (cons. spirituale), “La fede è sempre concreta, non si ama Dio in astratto”

(Rimini) “La fede cristiana è sempre concreta, sempre incarnata. Non si ama Dio ‘in astratto’: si incontra nel fratello che soffre, nel pane spezzato sull’altare, nella parola proclamata, nella carità vissuta. La via è larga quanto la vita intera”. Lo ha detto don Michele Arcangelo Leone, consigliere spirituale nazionale, chiudendo il 3 maggio a Rimini la 48ª Convocazione nazionale del Rinnovamento nello Spirito. Commentando il Vangelo di Giovanni, “Non sia turbato il vostro cuore” (14,1‑12), nel dialogo con l’apostolo Filippo, che chiede: “Signore, mostraci il Padre e ci basta”, don Leone ha ricordato che “la teofania che Filippo cerca lontano è già accaduta davanti ai suoi occhi. Ogni miracolo di Gesù è stato compiuto dal Padre. Ogni parola di misericordia è stata il volto del Padre chinato sull’umanità. Ogni pasto con i peccatori è stato il banchetto del Padre che accoglie i figli perduti”. “Forse anche noi, come Filippo – ha aggiunto – cerchiamo Dio in esperienze straordinarie e non lo riconosciamo nel Gesù del Vangelo che abbiamo tra le mani”. E ha ribadito che “conoscere nella Bibbia non è un fatto intellettuale, ma una relazione vitale. Conoscere Gesù è lasciarlo entrare nella vita, non solo nella testa”. “La salvezza – ha concluso – portata da Gesù in un tempo e in un luogo, oggi siamo chiamati a portarla ovunque. Le ‘opere più grandi’ sono l’estensione universale del suo amore, resa possibile dallo Spirito di verità”. Ogni volta che “una comunità accoglie uno straniero, visita un malato, difende un povero”, compie queste opere. Perché “la fede non promette l’assenza di turbamenti, ma una Presenza che non viene meno: la pace è già nelle mani e nel cuore di chi crede”.

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