Ammonta a 6 miliardi di euro il costo economico e sociale degli infortuni sul lavoro in Lombardia nell’arco dei 12 mesi, da marzo 2025 a febbraio 2026, con un aumento del 2,4% rispetto al periodo precedente. Questi i numeri del terzo report “Non sicurezza, quanto mi costi?” presentato da Confcooperative Lavoro e Servizi Lombardia in occasione dell’Assemblea che ha eletto alla guida della federazione Nino Aiello, 58 anni, responsabile risorse umane di Csa Mantova, realtà che conta oltre 1.500 soci lavoratori.
Il neopresidente, in carica per il prossimo quadriennio, si trova così a rappresentare 274 cooperative attive nel settore del facility management, per un totale di 39.000 soci, 12.271 occupati e un fatturato complessivo di circa 1 miliardo di euro.
“La sicurezza sul lavoro non può essere considerata un costo, ma un investimento imprescindibile per la tutela delle persone e la sostenibilità delle imprese. I dati confermano quanto sia ancora elevato il prezzo, economico e umano, degli infortuni. Come mondo cooperativo siamo attenti nel promuovere una cultura della prevenzione che parta dalla formazione, dall’innovazione e dalla responsabilità condivisa. Solo rafforzando questi elementi possiamo costruire ambienti di lavoro più sicuri”, ha sottolineato Nino Aiello.
Nei 12 mesi rilevati, in termini assoluti la provincia di Milano si conferma quella con il maggior numero di infortuni, con 36.784 denunce, seguita da Brescia (15.836) e Bergamo (12.664). Tuttavia, gli incrementi percentuali più significativi si registrano nelle città di Brescia (+5,5%) e Lodi (5,1%).
Tra le province che segnano un calo in testa c’è Mantova, con una riduzione dell’3,9%, seguita da Cremona, che registra una diminuzione del 1,7%.
Secondo l’elaborazione di Confcooperative Lombardia, nei 12 mesi da marzo 2025 a febbraio 2026 si confermano il comparto terziario (28.666 denunce) e quello industriale (26.979) come i più esposti al rischio di infortuni.
Per fasce d’età, il numero più elevato di denunce si registra tra i lavoratori tra i 50 e i 59 anni (22.955) e tra gli under 20 (21.866). Tuttavia, considerando le variazioni percentuali rispetto all’annualità precedente, gli incrementi più significativi riguardano gli over 60 (+9,7%) e gli under 20 (+5,2%).
Per quanto riguarda i settori più a rischio sulla base dei codici Ateco i dati restituiscono un quadro negativo per il comparto istruzione che vede salire le denunce di infortunio del 14,52%. Tra gli ambiti che registrano trend in aumento anche quello dell’agricoltura, silvicoltura e pesca con un incremento di denunce per infortuni pari a +10,31%.
Nel 12 mesi rilevati in Lombardia, si sono registrati 148 morti sul lavoro, in calo del 13% rispetto periodo precedente. Il maggior picco, in aumento, si registra a Sondrio (+66%). La provincia con il miglior trend positivo è Pavia con il – 68% dei casi. Milano, che registra il numero più alto di infortuni mortali con 45 casi, ha segnato una crescita del +9%. Nessuna variazione per le province di Lecco e Mantova.