Tre giorni di riflessione teologica e pastorale, tra Palermo e Monreale, per riscoprire il valore del Concilio Vaticano II attraverso due grandi protagonisti del Novecento ecclesiale: il card. Carlo Maria Martini e papa Paolo VI. Si è svolto dal 14 al 16 maggio il convegno “Nella Storia, scrutare la Parola”, promosso dalla Pontificia Facoltà Teologica di Sicilia, che ha riunito studiosi e relatori da tutta Italia.
“Abbiamo scelto di occuparci di queste due figure perché significa mettersi dentro una ricezione del Concilio”, ha spiegato il preside don Vito Impellizzeri, sottolineando come entrambi abbiano vissuto e interpretato l’assise conciliare come “logica di governo” e criterio per pensare la Chiesa. Due prospettive complementari: “il cristocentrismo molto forte per Paolo VI” e l’attenzione alla Scrittura per Martini, in una visione ecclesiale radicata nella Parola. L’iniziativa nasce dal lavoro di ricerca sviluppato attorno a un volume dedicato al Vaticano II. Il convegno ha voluto offrire anche una chiave di lettura per l’oggi. “Questo è stato l’impegno: creare una squadra che abbia il Concilio come orizzonte epistemologico della Chiesa”, ha osservato Impellizzeri, coinvolgendo anche giovani docenti della Facoltà. Significativo il legame tra Palermo e Monreale. “Un’idea che è stata una benedizione per le nostre Chiese di Sicilia”, ha commentato mons. Gualtiero Isacchi, evidenziando come questa rilettura della storia, pur nata altrove, “ha veramente molto da dire all’oggi della Chiesa”.