Migranti: Save the Children, “oltre 1.200 morti o dispersi nel 2026, urgente soccorso strutturato e vie legali”

Non ce l’ha fatta la neonata di circa un mese sbarcata nella notte a Lampedusa insieme alla madre, alla sorellina e ad altre 52 persone. È l’ultimo drammatico episodio di un bilancio pesantissimo: dall’inizio dell’anno oltre 1.200 persone sono morte o risultano disperse nel Mediterraneo, più di 800 lungo la rotta centrale. A denunciarlo è Save the Children, che chiede interventi urgenti per evitare nuove tragedie.
“Non è inevitabile: è una scelta. Quando muore una neonata, non è una fatalità, è il fallimento di politiche che continuano a mettere i confini davanti alla vita”, afferma Giorgia D’Errico, direttrice Relazioni istituzionali dell’organizzazione, ribadendo che “il diritto a vivere e a cercare protezione non può essere negoziabile”. Dal 2014 sono oltre 34.800 le persone morte o disperse nel Mediterraneo nel tentativo di raggiungere l’Europa, tra cui ogni anno anche più di cento minori. Intanto a Lampedusa il team di Save the Children è operativo per assistere i sopravvissuti, tra i quali 20 minori non accompagnati. L’organizzazione sottolinea come l’assenza di canali regolari costringa migliaia di persone a intraprendere rotte sempre più rischiose, mentre la mancanza di un sistema strutturato di ricerca e soccorso in mare rende più frequenti tragedie evitabili. Per questo Save the Children chiede l’attivazione di un sistema coordinato di salvataggio nel Mediterraneo e l’apertura di vie legali e sicure di accesso all’Europa, oltre a garantire che le navi impegnate nei soccorsi non vengano ostacolate.

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