Migrazioni: Frontex, attraversamenti irregolari alle frontiere Ue in calo del 40% nei primi quattro mesi 2026. Nel Mediterraneo 1.200 morti

Secondo gli ultimi dati diffusi dall’agenzia Frontex, gli attraversamenti irregolari alle frontiere esterne dell’Unione europea sono diminuiti del 40% nei primi quattro mesi del 2026 rispetto allo stesso periodo del 2025, con poco più di 28.500 rilevamenti. Le rotte del Mediterraneo centrale (8.500 attraversamenti, -46%) e orientale (8.400 attraversamenti, -32%) restano le più frequentate, con la Libia principale Paese di partenza e una prevalenza di persone provenienti da Bangladesh, Somalia e Sudan. L’unica direttrice a crescere è quella del Mediterraneo occidentale, con circa 5.200 rilevamenti (+50%) spinti soprattutto dalle partenze dall’Algeria e da uno spostamento delle attività illegali dei trafficanti rispetto alle rotte più controllate. La rotta verso le isole Canarie mostra invece il calo più marcato, con circa 2.300 attraversamenti (-78%), dopo le misure varate da Mauritania, Senegal e Gambia in cooperazione con Spagna e Unione europea. Nei Balcani occidentali si registrano circa 2.800 rilevamenti (-19%), mentre ai confini orientali gli attraversamenti irregolari scendono a circa 1.100 (-49%), nonostante una nuova pressione dalla Bielorussia a marzo. Frontex segnala inoltre che i tentativi di attraversamento verso il Regno Unito attraverso la Manica – compresi quelli intercettati – sono quasi dimezzati, sfiorando i 9.900. Nonostante il calo complessivo, il costo umano resta grave: secondo l’Organizzazione internazionale per le migrazioni, sono oltre 1.200 persone ad aver perso la vita nel Mediterraneo dall’inizio dell’anno, mentre continuano a registrarsi reti di trafficanti che gestiscono traversate su imbarcazioni sovraccariche e insicure.

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