Leone XIV: Veglia di Pasqua, “non lasciamoci paralizzare dalla guerra”, “crescano nel mondo concordia e pace”

(Foto ANSA/SIR)

“Non mancano anche ai nostri giorni sepolcri da aprire, e spesso le pietre che li chiudono sono così pesanti e ben vigilate da sembrare inamovibili”. Lo ha detto il Papa, nell’omelia della Veglia di Pasqua, presieduta nella basilica di San Pietro. “Alcune opprimono l’uomo nel cuore, come la sfiducia, la paura, l’egoismo, il rancore”, l’analisi di Leone XIV: “altre, conseguenza di quelle interiori, spezzano i legami tra noi, come la guerra, l’ingiustizia, la chiusura tra popoli e nazioni”. “Non lasciamocene paralizzare!”, l’appello: “Tanti uomini e donne, nel corso dei secoli, con l’aiuto di Dio, le hanno rotolate via, magari con molta fatica, a volte a costo della vita, ma con frutti di bene di cui ancora oggi beneficiamo. Non sono personaggi irraggiungibili, ma persone come noi che, forti della grazia del Risorto, nella carità e nella verità, hanno avuto il coraggio di parlare, come dice l’apostolo Pietro, ‘con parole di Dio’ e di agire ‘con l’energia ricevuta da Dio, perché in tutto sia glorificato Dio’. Lasciamoci muovere dal loro esempio e in questa Notte santa facciamo nostro il loro impegno, perché ovunque e sempre, nel mondo, crescano e fioriscano i doni pasquali della concordia e della pace”.

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