“Turismo porta dell’evangelizzazione”. È questo il tema del IX Congresso mondiale del turismo, che si svolgerà a Roma dal 16 al 19 ottobre 2025. Una iniziativa inserita nel calendario ufficiale del Giubileo e promosso dall’Ufficio nazionale per la pastorale del Tempo libero e dello Sport della Cei, su richiesta del Dicastero per l’Evangelizzazione. Biagio Maimone, neo coordinatore per l’Italia della Rete mondiale del turismo religioso (Rmtr), assisterà ai lavori del Congresso e ha dichiarato che “vi è un nesso profondo e indissolubile tra turismo ed evangelizzazione poiché, mai come oggi, l’umanità, segnata dalle ferite delle guerre, delle ingiustizie e delle divisioni, avverte l’urgenza di ricostruire se stessa nella fraternità e nella pace. Il turismo, aprendosi come ponte tra i popoli, diventa strumento privilegiato di dialogo, di comprensione reciproca e di riconciliazione e il turismo religioso, che muove i cuori verso i luoghi di fede, si rivela via straordinaria di evangelizzazione e di pace in quanto apre gli animi rendendoli rispettosi delle differenze e costruttori di fraternità e unità tra comunità diverse. Attraverso le esperienze a cui esso dà vita, fondate sulla solidarietà, sulla custodia della vita, sull’amore per il creato e sulla ricerca spirituale, l’umanità può rinascere trasformando le divisioni in armonia e riconoscendo la propria responsabilità verso ogni fratello, guardando al futuro con speranza e con un rinnovato senso di unità che illumina la terra”. Il mandato di Cristo “Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo a ogni creatura” fonda la missione universale della Chiesa e Papa Leone XIV “raccogliendo la tradizione missionaria, ha ribadito con forza che l’opera evangelizzatrice della Chiesa consiste non solo nell’annunciare Cristo con le parole, ma anche nel rendere visibile la sua luce nella vita sociale, politica e culturale dei popoli”. Per Maimone il turismo religioso “coniuga la dimensione spirituale con quella sociale e missionaria dimostrando come il Vangelo non rimanga confinato nei templi, ma si diffonda lungo le strade del mondo illuminando ogni ambito della vita umana e chi opera nel turismo religioso è chiamato a vivere questi principi con spirito missionario condividendo la quotidianità con le persone incontrate, testimoniando con la vita la verità del Vangelo e compiendo gesti di carità, di giustizia e di servizio ai più deboli. Così il turismo religioso diventa espressione viva della Chiesa missionaria ed evangelizzatrice, una Chiesa che non si limita a predicare ma si incarna tra gli uomini, che non separa la fede dalla vita e che non teme di affrontare le sfide sociali per testimoniare la forza trasformante del Vangelo”. In occasione della Giornata mondiale del turismo, mons. Rino Fisichella, pro-prefetto del Dicastero per l’Evangelizzazione, ha evidenziato che la bellezza del creato e il patrimonio culturale “educano a leggere i segni della sapienza di Dio e il turismo diventa occasione di crescita, incontro e conoscenza reciproca invitando ciascuno a prendersi cura della casa comune. Il turismo religioso si conferma così ponte universale tra culture e fedi diverse, via di fraternità e pace ma anche impegno sociale ed economico, valorizza territori e patrimoni di fede e cultura, sostiene comunità locali e promuove sviluppo sostenibile attraverso la solidarietà”.