Violenza di genere: Milano (Save the Children), “indispensabile un impegno sistematico e organico del quale gli adolescenti possano sentirsi protagonisti”

“Il punto di vista degli adolescenti raccolto dall’indagine presenta una realtà complessa che merita di essere compresa in profondità. Se le modalità con cui gli adolescenti intrecciano le loro relazioni risultano profondamente trasformate dalla rivoluzione digitale, questa trasformazione non sembra aver inciso sui modelli di relazione che, in molti casi, restano legati alla riproposizione di stereotipi di genere, a tradizionali dinamiche di controllo e di possesso”. È il commento di Raffaela Milano, direttrice Ricerche e Formazione di Save the Children, a proposito del sondaggio inedito sulla violenza on-life nelle relazioni intime tra adolescenti in Italia, realizzato da Save the Children in collaborazione con Ipsos e pubblicato nel rapporto “Le ragazze stanno bene? Indagine sulla violenza di genere on-life in adolescenza”, diffuso alla vigilia di San Valentino dall’organizzazione. “In questo quadro, è molto importante cogliere l’attenzione e la voglia di approfondire queste tematiche che emerge dagli stessi ragazzi e ragazze per fare in modo che l’educazione alla affettività, alla sessualità e alle relazioni non violente divengano parte integrante di tutti i percorsi di crescita, con un forte impegno – come gli stessi ragazzi interpellati indicano – anche nella formazione delle figure adulte di riferimento, a partire dai docenti. È allo stesso tempo necessario diffondere a tappeto la conoscenza dei percorsi e degli strumenti di aiuto, a partire dal numero verde 1522, e promuovere nelle scuole punti di ascolto e di orientamento. È indispensabile un impegno sistematico e organico del quale gli adolescenti possano sentirsi protagonisti. Per questo motivo, crediamo fondamentale la loro partecipazione attiva anche alla definizione del nuovo Piano strategico nazionale sulla violenza maschile contro le donne, perché possano portare il loro punto di vista e le loro proposte”, aggiunge Milano.
In concomitanza con la pubblicazione dell’indagine, l’organizzazione ha lanciato la campagna social “#ChiamalaVIOLENZA”, con la partecipazione della scrittrice Chiara Tagliaferri, protagonista con i ragazzi e le ragazze del Movimento Giovani per Save the Children. Il video dà voce ai giovani per avviare una riflessione sulla normalizzazione di comportamenti violenti e di controllo, troppo spesso giustificati o tollerati come manifestazioni di gelosia e possessività. L’obiettivo della campagna, pertanto, è quello di dar loro il giusto nome, identificandoli come forme di violenza o abuso. “La società nel tempo ha normalizzato idee come la gelosia e la possessività, trasformandole in chiave positiva; insultare, alzare le mani, inveire contro un’altra persona non sono atti d’amore, ma sono gesti per dominarla, facendola tacere tramite la paura”, ricorda Lorenzo del Movimento Giovani per Save the Children.

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