Ue: solo il 5% della spesa sanitaria dedicato alla prevenzione dei tumori. Commissione, “prevenzione e vaccini”

Solo il 5% della spesa sanitaria totale degli Stati Ue è dedicata alla prevenzione dei tumori. Eppure, circa il 40% dei casi sarebbero prevenibili. Lo dice un rapporto pubblicato oggi dalla Commissione europea, a supporto della raccomandazione agli Stati di “intensificare gli sforzi di prevenzione attraverso i vaccini”. In particolare, i vaccini contro il papillomavirus umano (Hpv) e il virus dell’epatite B (Hbv) sono elementi chiave per prevenire le infezioni virali che possono portare ad alcuni tumori (come quello della cervice uterina nel caso del papillomavirus e il cancro al fegato legato all’epatite). Quindi, secondo il Piano europeo di lotta contro il cancro, gli Stati membri dovrebbero raggiungere tassi di vaccinazione contro il papillomavirus del 90% per le ragazze entro il 2030 (oggi è inferiore al 50%, e ci sono pochi dati disponibili per i ragazzi e i giovani adulti). Quanto al vaccino contro il virus dell’epatite B, “vi è una significativa mancanza di dati sui tassi di vaccinazione”, dice la Commissione che nella sua raccomandazione elenca le misure che gli Stati membri potrebbero adottare per migliorare l’adozione di questi vaccini salvavita: dalla gratuità del vaccino, alla accessibilità, a campagne di comunicazione, al monitoraggio, alla tenuta di registri elettronici delle vaccinazioni. “Ogni anno nell’Ue quasi 14.000 persone perdono la vita per il cancro cervicale e sono oltre 16.000 le nuove infezioni da epatite B”, ha evidenziato la commissaria per la salute Stella Kyriakides, spiegando che “con vaccini sicuri ed efficaci, abbiamo un’opportunità storica per eliminare tumori causati da questi virus”. Da parte della Commissione, ha assicurato Kyriakides, c’è disponibilità “a sostenere gli Stati membri in ogni modo possibile per ridurre il numero di persone colpite dal cancro”.

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