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Inghilterra e Galles: incontro vescovi cattolici e anglicani. Rev. Usher al Sir, “divisione è una piaga. Chiamati all’unità”

(Credit: Mazur/cbcew.org.uk)

(Norwich) “Una delle piaghe della Chiesa cristiana è ed è stata la nostra divisione. Cristo ci richiama, in continuazione, all’unità. Qualsiasi cosa che possiamo fare per camminare più vicini gli uni agli altri, per dialogare meglio e per alimentare momenti di condivisione, anche se a volte non possiamo essere d’accordo su tutto, è molto importante e l’incontro di Norwich, tra vescovi della Chiesa cattolica di Inghilterra e Galles e della Chiesa d’Inghilterra, si inserisce in questo contesto”. Così il vescovo anglicano Graham Usher, responsabile della diocesi di Norwich, che sta ospitando una due giorni di convivenza ecumenica, spiega il significato di questo momento di fraternità. “Penso che sia meraviglioso che questo incontro avvenga in occasione delle celebrazioni per i 650 anni delle ‘Rivelazioni’ di Giuliana di Norwich, testo che contiene le visioni di Gesù Cristo, che la mistica medioevale, venerata come beata dai cattolici e come santa dagli anglicani, ebbe, nel 1300, durante una malattia. Papa Francesco l’ha ricordata, qualche mese fa, in una lettera inviata al mio confratello cattolico, il vescovo di East Anglia Peter Collins”, spiega ancora il vescovo Usher.

“Norwich, che pure conta il numero più alto di chiese di ogni altro centro del Regno Unito, è la seconda città più secolarizzata del nostro Paese, dopo Brighton, quella nella quale il numero più elevato di persone dichiara di non seguire alcuna religione. Un contesto che rende ancora più importante il lavoro di evangelizzazione che cattolici e anglicani devono fare insieme. Ci aiutano, in questo, proprio le parole della nostra Giuliana che, pur assistendo, nella sua vita, a tre ondate di peste nera, che distrussero due terzi di Norwich, non perse mai la speranza in Dio. ‘Tutto andrà bene perché è Dio che controlla tutto’, usava ripetere la famosa anacoreta, una frase molto attuale, oggi, anche per noi, alle prese con la guerra, le carestie e la crisi climatica”.

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