Costa Rica: i vescovi, “nel 2023 più di 900 omicidi, in corso guerra tra bande criminale”. “Raddoppiare gli sforzi per la pace”

“Oggi siamo addolorati per la gravissima situazione che sta vivendo il nostro Paese. Abbiamo chiuso il 2023 con un aumento storico degli omicidi, raggiungendo quota 907 e, proprio in questi primi giorni del 2024, stiamo assistendo a nuovi orrendi crimini che ci scuotono e ci motivano a prendere una posizione ferma e chiara”. Lo scrive la Conferenza episcopale della Costa Rica (Cecor), in un messaggio firmato dal presidente, mons. Javier Román Arias, vescovo di Limón, e dal segretario generale, mons. Bartolomé Buigues Oller, vescovo di Alajuela. “In particolare – scrivono i vescovi -, esprimiamo la nostra vicinanza alle comunità che più soffrono di questo flagello, ovvero le nostre coste, sia sulla costa che sul mare”.
Le coste del Pacifico e dei Caraibi, così come San José, la capitale, sono diventate quasi quotidianamente teatro di crimini, sparatorie e “regolamenti di conti”, contribuendo a “mandare in soffitta” l’idea che la Costa Rica sia un’isola felice nel turbolento contesto centroamericano, come invece si era verificato per lunghi anni. “Non è un segreto – prosegue il messaggio – che da anni il nostro Paese combatte una guerra tra bande criminali per il controllo dei territori e dei mercati della droga, con un bilancio di vittime che ha gettato nel lutto e nella paura molti dei nostri cittadini e dei loro abitanti, la stragrande maggioranza dei quali sono persone buone e semplici. Ci addolora il fatto che molti dei nostri giovani, frutto dell’esclusione educativa, della povertà e della mancanza di opportunità, siano stati catturati da questi criminali, dei cui atti detestabili dovranno rendere conto a Dio. Ognuno dei crimini commessi è un affronto diretto al Dio della Vita, alla dignità umana, alle leggi vigenti e ai più elementari principi di convivenza sociale. Non possiamo permettere che la Costa Rica si perda in un bagno di sangue!”.
Per i vescovi, “se, con un esame onesto e mirato, affrontiamo la realtà nazionale, ci renderemo conto che ci sono cause strutturali, politiche, sociologiche e storiche che ci hanno portato ad avere questi sconvolgenti livelli di violenza”. “Lungi dal paralizzare la paura, di fronte alla violenza omicida, è necessario raddoppiare lo sforzo nazionale per la pace”, l’esortazione della Cecor, che coinvolge in primo luogo le famiglie, senza dimenticare che questa deve essere “una priorità dello Stato nel suo complesso” e per le forze dell’ordine: “È necessario che, quanto prima, vengano discusse e approvate leggi che permettano alle autorità di avere maggiori e migliori strumenti legali per svolgere il loro lavoro, mantenendo la lotta alla corruzione nelle loro funzioni e disponendo di risorse economiche sufficienti per affrontarla. La lotta all’impunità è, a sua volta, un dovere ineludibile delle autorità giudiziarie, che sono chiamate ad applicare la legge in modo equo, senza distinzioni di sorta”.

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