Comece: mons. Hoogenboom a Schinas (Commissione europea) su Patto Ue migrazione e asilo, “ci sono aspetti che potrebbero essere migliorati”

Incontro leader religiosi e Commissione Europea (Foto Comece)

Mons. Hoogenboom, delegato Conferenza episcopale olandese, con Schinas (Foto Comece)

Il nuovo Patto dell’Ue su migrazione e asilo, sul quale è stato raggiunto un accordo lo scorso 20 dicembre, “rappresenta una pietra miliare sulla strada della solidarietà e della responsabilità per i paesi dell’Ue” ma contiene anche degli “aspetti potrebbero essere migliorati”. Lo ha detto mons. Theodorus C.M. Hoogenboom, vescovo ausiliare di Utrecht e delegato della Conferenza episcopale olandese alla Comece, prendendo la parola giovedì scorso all’incontro ad alto livello con 10 leader religiosi voluto dal vicepresidente della Commissione europea Margaritis Schinas ai sensi dell’articolo 17 del Tfue. Nel suo intervento – reso noto oggi dalla Comece – il vescovo olandese ha parlato, tra l’altro, di migrazione. “Il fatto di raggiungere un accordo su una questione così delicata per Stati e cittadini – ha detto – è un segnale positivo, così come lo sono molti degli aspetti che regola, dal riconoscimento del diritto di asilo, all’esistenza di un meccanismo di solidarietà con gli Stati che accolgono il maggior numero di richiedenti asilo”. “Ma ci sono aspetti che potrebbero essere migliorati”, ha aggiunto: “come, ad esempio: il potenziale abuso della detenzione, che dovrebbe essere sempre l’ultima risorsa; la mancanza di mezzi per ridurre al minimo la sofferenza di coloro che si trovano in una situazione più vulnerabile, compresi i minori in tenera età, le donne incinte, gli anziani, le persone con disabilità o con disturbi di salute mentale; le condizioni di accoglienza alla frontiera; o l’assenza di un diritto effettivo di ricorrere in appello contro una decisione negativa alla frontiera. Dovrebbero essere evitati anche eventuali ritorni in paesi o aree non sicuri”. Il vescovo ha quindi ricordato il messaggio di Papa Francesco per la Giornata mondiale del migrante e del rifugiato, laddove il Papa ricordava che nessuno dovrebbe essere costretto a lasciare il proprio Paese e invitava ad essere “una comunità pronta ad accogliere, proteggere, promuovere e integrare tutti, aprendo nuovi canali sicuri e legali alla migrazione regolare”. “Il rispetto della dignità umana e la promozione del bene comune, che include solidarietà e responsabilità, devono essere i principi guida della migrazione e delle politiche di asilo”, ha concluso il delegato della Comece.

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