Fine vita: Gambino (giurista), “il mito dell’autodeterminazione è falso, i più fragili sono condizionati da tatti fattori”

foto SIR/Marco Calvarese

“Mi auguro che il dibattito  sulla legge sul fine vita sia maturo”: lo dichiara al Sir il giurista Alberto Gambino, presidente di Scienza & Vita e prorettore vicario dell’Università europea di Roma, a margine dell’annuncio, ieri, da parte del Comitato promotore del referendum “Eutanasia legale” e dell’Associazione Luca Coscioni di aver raggiunto le 500mila firme per il cosiddetto “referendum sull’eutanasia”. L’auspicio espresso da Gambino sulla legge sul fine vita è che “ognuno fa la sua parte: i partiti di sinistra siano attenti alla solidarietà e alle fragilità ed evitino che una norma possa diventare il grimaldello per conculcare soprattutto i diritti dei più fragili, lasciati a se stessi; le aree più moderate riaffermino soprattutto i valori antropologici dell’importanza della vita umana in chiave di diritto costituzionale. Se così fosse, forse si potrebbe trovare un punto d’incontro”. per il giurista, “l’importante è non appiattirsi sulla posizione radicale, che segue il mito dell’autodeterminazione, che è un falso perché nei casi di maggiore fragilità le persone non sono affatto autodeterminate, anzi sono etero determinate da fattori esterni, da contingenze, magari anche da altre persone ad andare verso l’esito finale”.

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