Mobilità: Istat, in Italia meno spostamenti per studio e lavoro dopo la pandemia. Aumenta l’uso dell’automobile, in calo il trasporto pubblico

Il maggiore utilizzo del lavoro e dello studio a distanza lasciano intravedere in Italia una diminuzione degli spostamenti di studenti e occupati: oltre l’80% di questi si spostava almeno 5 volte a settimana prima della pandemia, meno del 70% prevedono di farlo con la stessa frequenza nel prossimo autunno. È quanto emerge dal report “La mobilità degli italiani, le intenzioni per il prossimo autunno” diffuso oggi dall’Istat.
Stando alle risposte dell’indagine svolta nel mese di luglio appena trascorso, cresce invece, arrivando al 10,3%, la quota di italiani che reputano di non effettuare affatto spostamenti in autunno. Infine, “circa il 2% degli intervistati, una piccola quota ma notevolmente più elevata rispetto a gennaio 2020”, si aspetta di recarsi sul luogo di studio o lavoro meno di una volta a settimana. “La previsione di una generale diminuzione dei trasferimenti – spiega l’Istat – sembra caratterizzare in misura maggiore gli studenti rispetto agli occupati”.
Dalle statistiche fornite dell’Istat, anche sulla modalità di trasporto si prefigurano importanti cambiamenti, con una caduta nell’utilizzo del mezzo pubblico, previsto solo nel 22,6% dei casi (la percentuale per gli stessi intervistati era del 27,3% prima della pandemia), e un parallelo incremento nell’uso dell’automobile privata, che dal 44,1% arriverà a coprire quasi la metà degli spostamenti nel prossimo autunno. In aumento anche l’uso dell’auto utilizzata in qualità di passeggero. Un lieve calo caratterizza, invece, le forme di mobilità cosiddetta dolce (bicicletta e monopattino anche elettrici, spostamenti a piedi).

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