Festa della Mamma: Monastero Santa Rita di Cascia, “il Governo tuteli le famiglie della Valnerina e del Centro Italia colpite da terremoto e Covid-19”

Per la festa della mamma di domani, suor Maria Rosa Bernardinis, priora del Monastero Santa Rita di Cascia, invia i suoi auguri alle mamme del mondo che, per intercessione di Santa Rita, affida alla protezione dell’abbraccio di Maria, Madre di Gesù e di tutti noi. “Ad ogni mamma del mondo – dice la religiosa – auguro di essere fiera custode del miracolo della vita, quella che il Signore ci dona e che mai come ora sappiamo avere un valore inestimabile”. “Santa Rita è il nostro modello di madre, perché ha donato se stessa con amore, alla sua famiglia, a Dio e a tutti noi”, prosegue suor Maria Rosa: “Seguendo il suo esempio, anche noi monache di clausura siamo madri nello spirito, offrendo amore a chi ha bisogno, a partire dalle Apette e dai Millefiori, le bambine e i bambini che crescono nella casa dell’Alveare di Santa Rita, accanto al nostro monastero. Gli auguri della nostra comunità giungano anche alle loro mamme che, insieme a loro, sono sempre nei nostri cuori”. L’agostiniana si rivolge anche al Governo, chiedendo tutele per le mamme e le famiglie, in particolare per quelle del Centro Italia terremotato, travolte dalla doppia emergenza del sisma e del Coronavirus: “Il virus ci mostra le fragilità delle nostre società e le mamme, che sono genitrici di speranza per l’umanità, vanno protette e sostenute. I governanti hanno il dovere di garantire sempre maggiori tutele alle madri, in particolare a quelle che lavorano, e alle famiglie, per permettere loro di crescere in serenità i semi del nostro avvenire. Il mio pensiero giunga fino alle mamme delle nostre terre, che da quattro anni vivono nella tragedia del terremoto, aggravata pesantemente dal virus. Due emergenze colme di conseguenze umane, sociali ed economiche, potenzialmente catastrofiche per la nostra gente. È necessario che il Governo agisca subito, ricostruendo, sostenendo il tessuto economico, mettendo in essere tutto quello che è possibile per fare in modo che le mamme e le famiglie della Valnerina e di tutto il Centro Italia terremotato possano continuare a costruire il futuro in questi borghi che, diversamente, rischiano di essere abbandonati”.

 

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