Papa Francesco: a Santa Marta, “preghiamo per tutte le persone che soffrono la tristezza, perché non hanno soldi, non hanno lavoro”

(Foto Vatican Media/SIR)

“Preghiamo oggi, in questa Messa, per tutte le persone che soffrono la tristezza, perché sono sole o perché non sanno quale futuro le aspetta o perché non possono portare avanti la famiglia perché non hanno soldi, perché non hanno lavoro”. È l’intenzione di preghiera con cui il Papa ha aperto la messa di ieri, trasmessa in diretta streaming da Santa Marta e dedicata a coloro che soffrono a causa del coronavirus. “Questo passo del Vangelo di Luca ci racconta un incontro, in modo da far capire bene come agisce il Signore e come è il modo nostro di agire”, ha detto Francesco nell’omelia, commentando l’incontro di Gesù con i discepoli di Emmaus: “Noi siamo nati con un seme di inquietudine. Dio ha voluto così: inquietudine di trovare pienezza, inquietudine di trovare Dio, tante volte anche senza sapere che noi abbiamo questa inquietudine. Il nostro cuore è inquieto, il nostro cuore ha sete: sete dell’incontro con Dio. Lo cerca, tante volte per strade sbagliate: si perde, poi torna, lo cerca… Dall’altra parte, Dio ha sete dell’incontro, a tal punto che ha inviato Gesù per incontrarci, per venire incontro a questa inquietudine”. Gesù, ha spiegato il Papa, “è il Signore della pazienza. Quanta pazienza ha il Signore con noi, con ognuno di noi! Il Signore cammina accanto a noi, come abbiamo visto qui con questi due discepoli. Ascolta le nostre inquietudini, le conosce, e a un certo punto ci dice qualcosa. Al Signore piace sentire come noi parliamo, per capirci bene e per dare la risposta giusta a quella inquietudine. Il Signore non accelera il passo, va sempre al nostro passo, tante volte lento, ma la sua pazienza è così”. “C’è un’antica regola dei pellegrini che dice che il vero pellegrino deve andare al passo della persona più lenta”, ha ricordato Francesco: “E Gesù è capace di questo, lo fa, non accelera, aspetta che noi facciamo il primo passo. E quando è il momento, ci fa la domanda. Ma l’incontro non è soltanto il momento dello spezzare il pane, qui, ma è tutto il cammino. Noi incontriamo Gesù nel buio dei nostri dubbi, anche nel dubbio brutto dei nostri peccati, Lui è lì per aiutarci, nelle nostre inquietudini… È sempre con noi”. “Il Signore ci accompagna perché ha voglia di incontrarci”, ha sintetizzato il Papa: “Per questo diciamo che il nocciolo del cristianesimo è un incontro: è l’incontro con Gesù. ‘Perché tu sei cristiano? Perché tu sei cristiana?’. E tanta gente non sa dirlo. Alcuni, per tradizione. Altri non sanno dirlo, perché hanno incontrato Gesù, ma non si sono accorti che era un incontro con Gesù. Gesù sempre ci cerca. Sempre. E noi abbiamo la nostra inquietudine. Nel momento in cui la nostra inquietudine incontra Gesù, lì incomincia la vita della grazia, la vita della pienezza, la vita del cammino cristiano”. “Che il Signore dia a tutti noi questa grazia di incontrare Gesù tutti i giorni; di sapere, di conoscere proprio che Lui cammina con noi in tutti i nostri momenti”, ha concluso Francesco: “È il nostro compagno di pellegrinaggio”. Il Santo Padre ha terminato la celebrazione con l’adorazione e la benedizione eucaristica, invitando a fare la Comunione spirituale: “Gesù mio, credo che sei realmente presente nel Santissimo Sacramento dell’altare. Ti amo sopra ogni cosa e ti desidero nell’anima mia. Poiché ora non posso riceverti sacramentalmente, vieni almeno spiritualmente nel mio cuore. Come già venuto, io ti abbraccio e tutto mi unisco a Te. Non permettere che mi abbia mai a separare da Te”.

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