Papa Francesco: a Santa Marta, “preghiamo per gli artisti, che per la strada della bellezza ci indicano la strada da seguire”

(Foto Vatican Media/SIR)

“Preghiamo oggi per gli artisti, che hanno questa capacità di creatività molto grande e per la strada della bellezza ci indicano la strada da seguire. Che il Signore ci dia a tutti la grazia della creatività in questo momento”. È l’intenzione di preghiera con cui il Papa ha iniziato oggi la messa trasmessa in diretta da Santa Marta e offerta per tutti coloro che soffrono a causa del coronavirus. Commentando, nell’omelia, il brano del Vangelo in cui Gesù, dopo la moltiplicazione dei pani e dei pesci, rimprovera la folla perché lo cercava solo perché si era saziata, ha osservato: “Questo ci fa pensare tante volte che noi nella vita incominciamo una strada alla sequela di Gesù, dietro Gesù, con i valori del Vangelo, e a metà strada ci viene un’altra idea, vediamo qualche segnale e ci allontaniamo e ci conformiamo con una cosa più temporale, più materiale, più mondana, può darsi, e perdiamo la memoria di quel primo entusiasmo che abbiamo avuto quando sentivamo parlare Gesù”. “Il Signore fa tornare sempre al primo incontro, al primo momento nel quale Lui ci ha guardato, ci ha parlato e ha fatto nascere dentro di noi la voglia di seguirlo”, ha spiegato Francesco: “Questa è una grazia da chiedere al Signore, perché noi nella vita sempre avremo questa tentazione di allontanarci perché vediamo un’altra cosa: ‘Ma quello andrà bene, ma quell’idea è buona…’. Ci allontaniamo. La grazia di tornare sempre alla prima chiamata, al primo momento: non dimenticare, non dimenticare la mia storia, quando Gesù mi ha guardato con amore e mi ha detto: ‘Questa è la tua strada’; quando Gesù tramite tanta gente mi ha fatto capire qual era la strada del Vangelo e non altre strade un po’ mondane, con altri valori. Tornare al primo incontro”. “A me sempre ha colpito che tra le cose che dice Gesù nella mattina della Risurrezione”, ha rivelato il Papa: “Andate dai miei discepoli e ditegli che vadano in Galilea, lì mi troveranno”. “Galilea era il posto del primo incontro”, ha ricordato Francesco: “Lì avevano incontrato Gesù. Ognuno di noi ha la propria ‘Galilea’ dentro, il proprio momento nel quale Gesù si è avvicinato e ci ha detto: ‘Seguimi’. Nella vita succede questo che è successo a questa gente – buona, perché poi gli dice: ‘Ma cosa dobbiamo fare?’, subito hanno obbedito – succede che ci allontaniamo e cerchiamo altri valori, altre ermeneutiche, altre cose, e perdiamo la freschezza della prima chiamata. L’autore della lettera agli Ebrei ci rimanda anche a questo: ‘Ricordatevi i primi giorni’. La memoria, la memoria del primo incontro, la memoria della ‘mia Galilea’, quando il Signore mi guardò con amore e mi ha detto: ‘Seguimi’”. Il Santo Padre ha terminato la celebrazione con l’adorazione e la benedizione eucaristica, invitando a fare la Comunione spirituale: “Gesù mio, credo che sei realmente presente nel Santissimo Sacramento. Ti amo sopra ogni cosa e ti desidero nell’anima mia. Poiché ora non posso riceverti sacramentalmente, vieni almeno spiritualmente nel mio cuore. Come già venuto, io ti abbraccio e tutto mi unisco a Te. Non permettere che mi abbia mai a separare da Te”.

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