Colombia: altro leader sociale ucciso nel dipartimento di Córdoba, cinque persone assassinate in uno scontro armato

Continuano in Colombia massacri tra gruppi armati e uccisioni di leader sociali. La Fondazione sociale Cordobexia ha denunciato sabato scorso l’assassinio del leader sociale Luis Darío Rodríguez. Si tratta del secondo caso di omicidio di un leader sociale nel dipartimento nord-occidentale di Córdoba in meno di una settimana e del ventunesimo caso in tutto il Paese nel 2020, più di uno al giorno.
Secondo le informazioni diffuse dalla fondazione, l’omicidio è avvenuto venerdì pomeriggio quando Rodriguez, che faceva parte dell’Associazione delle famiglie sfollate e vulnerabili di Tierralta e della Rete per i diritti umani del sud di Córdoba, stava concludendo la sua attività di pesca artigianale nelle vicinanze del villaggio Nueva Unión nel comune di Tierralta, Córdoba.
Luis Darío Rodríguez era padre di tre figli ed era impegnato nella pesca e nell’agricoltura. Tra le sue attività di leader sociale e ambientale, la rivendicazione della terra nel contesto dell’inondazione del territorio dell’Alto Sinú da parte della centrale idroelettrica Urra 1.
Scrive su Twitter il gesuita Francisco De Roux, presidente della Commissione per la verità: “Continuano a uccidere leader campesinos, indigeni, afro, ex combattenti. La società non si commuove e lo Stato non li protegge. In milioni ritengono che sia normale che si uccidano questi leader che non valgono come la ‘gente per bene’. Non ci sarà pace fino a che non diamo uguale valore a ogni vita”.

Cinque persone sono morte nell’esplosione, che ha letteralmente incenerito due veicoli, nella località Meseta del municipio di Jamundí, nei pressi di Cali, nel dipartimento della Valle del Cauca. Le forze dell’ordine attribuiscono il massacro a una disputa tra gruppi dissidenti delle Farc. Attraverso Twitter, l’arcivescovo di Cali, mons. Darío de Jesús Monsalve Mejia, ha scritto che il massacro “è una tortura brutale contro i nostri eroici campesinos che ancora abitano la montagna. Al parroco, Jhon Freddy e alle comunità tutto il nostro appoggio, dal cuore di Dio”.

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