Oratori: mons. Delpini (Milano) ai giovani, “la perfetta letizia nasce scoprendo i propri talenti”

(Foto Gualdoni/Fom)

“Vorrei dirvi tre parole: ascoltate Gesù, leggendo il Vangelo, perché è lui che dice come si fa a portare la pace, il bene e la fraternità. Secondo, siate contenti di fare contenti gli altri. Se uno pensa solo a sé non sarà mai felice. Chiedetevi, invece alzandovi al mattino, chi potete fare contento oggi. La terza parola è sorridere che vuole dire semplicemente ‘sono felice di vederti’”. È questo il segreto, la “ricetta”, per la perfetta letizia che l’arcivescovo di Milano, mons. Mario Delpini, propone a bimbi, adolescenti e ragazzi visitando diversi oratori estivi della diocesi, alcuni alla periferia della città e altri fino all’alto lecchese. Una “due giorni” intensa, per cui alla fine sono molte centinaia i partecipanti alle proposte feriali che il presule saluta e con cui dialoga, in oratori diversi per dimensione, realtà territoriale in cui si inseriscono.
Nel capoluogo lombardo quelli visitati hanno raccolto in media più di 120 partecipanti ciascuno, con punte di 300, ma tutti – anche i più piccoli nei paesi – sono stati accomunati dall’entusiasmo dei ragazzini e dall’impegno a essere animatori dei più grandi, seguendo il tema di quest’anno, di tutti gli oratori della regione, “Bella Fra!” che, da un lato, vuole parlare il linguaggio giovane e, dall’altro, onorare san Francesco, nell’8° centenario della morte. E, infatti, la perfetta letizia è stato il filo conduttore della visita di Delpini, accolto come una vera guest star, tra autografi sulle magliette, immancabili selfies, pranzi consumati semplicemente insieme. Con un avvertimento che l’arcivescovo ha voluto idealmente lasciare in ognuno degli oratori di cui ha varcato le porte, delineando così uno dei temi più cari al suo magistero: l’importanza dell’avere stima di sé. “Ciascuno di noi ha delle qualità. Proprio stamattina, un’educatrice mi raccontava la sua timidezza e che, perciò quando è entrata in oratorio si sentiva un poco isolata. Però i bambini hanno iniziato a cercarla per le attività e le gite e, allora, ha capito che aveva delle doti che nemmeno lei conosceva e che le ha insegnato l’oratorio e farvi l’animatrice. Questo, ragazzi, è il segreto, la ricetta della perfetta letizia”.

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