Nel Libano meridionale, nonostante le difficili condizioni operative sul terreno, i peacekeeper della Unifil-Forza di interposizione delle Nazioni Unite in Libano continuano a sostenere il ripristino di infrastrutture civili essenziali, con interventi su reti idriche, pompe e collegamenti viari. Come riferisce la stessa missione Unifil, i caschi blu impiegati nell’intera area di operazioni, da est a ovest, hanno garantito supporto alle comunità locali e agli ospedali anche attraverso la distribuzione di acqua potabile, oltre a intervenire per la riparazione di infrastrutture danneggiate. Tra gli interventi più recenti figura quello della Eod-Squadra specializzata nello smaltimento degli ordigni esplosivi del contingente cinese di Unifil, che, in coordinamento con le unità del genio della missione, ha riparato una pompa dell’acqua situata in profondità in un pozzo. Un sopralluogo tecnico congiunto ha consentito di individuare un percorso di accesso lungo 280 metri per il passaggio di una gru necessaria ai lavori: un tracciato complesso, con i primi 200 metri ostruiti da terrapieni e il tratto restante che ha richiesto la rimozione di oltre una dozzina di alberi di carrubo. Attraverso attività di bonifica degli ordigni esplosivi e la messa in sicurezza dell’area, i peacekeeper hanno garantito le condizioni per l’arrivo delle attrezzature e l’avvio degli interventi di riparazione. Il ripristino dell’accesso a infrastrutture civili essenziali, sottolinea Unifil, contribuisce a creare le condizioni per una stabilizzazione duratura dell’area di operazioni.