“Tenere presente l’insegnamento di Alcide De Gasperi: ‘Il politico guarda alle prossime elezioni, lo statista guarda alla prossima generazione’. È questa la cifra dell’impegno al quale siete tutti chiamati: una visione che trascende l’immediato e il particolare per farsi carico del futuro della nostra comunità”. Lo scrive il vescovo di Ariano Irpino-Lacedonia, mons. Sergio Melillo, al sindaco Mario Ferrante e ai membri del Consiglio comunale, al termine della recente tornata elettorale.
“Guardando al futuro, non posso non richiamare il tema del lavoro, che nella nostra Costituzione occupa un posto centrale”, afferma il presule, osservando: “Viviamo nel pieno di un vero e proprio cambiamento d’epoca. Anche il lavoro è profondamente mutato e attraversa una stagione di oggettiva difficoltà. Per questo occorre impegnarsi con determinazione nel sostenerlo, evitando i rischi e le tentazioni di approcci clientelari a un diritto fondamentale della persona. Affrontare queste sfide richiede una politica capace di visione, di ascolto e di servizio”.
Il vescovo evidenzia: “Se la città è davvero una comunità viva, allora la prima responsabilità è custodirne il futuro umano e sociale”. Partendo da questa visione, mons. Melillo chiede “di riservare un’attenzione prioritaria ai giovani e alla famiglia, cellula fondamentale della società, oggi spesso segnata da una crescente solitudine, alle nuove povertà economiche e relazionali”. “Dobbiamo ripartire – aggiunge – dall’investimento nell’educazione, dalla custodia del creato e dalla difesa della vita, valore primo e non negoziabile della nostra civiltà”. Inoltre, “vanno intensificate, in concerto con tutti gli attori sociali, le attività che valorizzino le potenzialità dei giovani, della cultura e dello sport, senza inseguire progetti nati soltanto per intercettare finanziamenti occasionali. Occorre una visione progettuale d’insieme, fondata sulla continuità e sulla capacità di costruire processi duraturi”. Per il presule, “la storia di Ariano, la sua posizione geografica e la sua vocazione di crocevia non devono diventare un ricordo nostalgico, ma una bussola per affrontare le sfide del nostro tempo. Se Ariano è stata nei secoli un nodo di passaggi e relazioni, oggi può e deve candidarsi a diventare il punto di riferimento di una rete territoriale più ampia, valorizzando nuove opportunità logistiche, economiche e infrastrutturali che la geografia contemporanea rende possibili”. Per realizzare questa vocazione “occorre coniugare memoria e innovazione. La modernità è una forma di rispetto verso la nostra storia. Il modo migliore per onorare il passato consiste nel dare spessore al futuro. Una città che non progetta il proprio domani tradisce l’eredità di chi ebbe il coraggio di fondarla in una posizione allora strategica”.
Il vescovo indica alcune priorità: “Promuovere patti territoriali per il lavoro. Curare le fragilità. Superare i confini. Collaborare oltre le parti”.