(Strasburgo) Il Parlamento europeo riunito in plenaria a Strasburgo affronta i temi che saranno sul tavolo del Consiglio europeo giovedì 18 e venerdì 19 giugno: accanto ai dossier su Ucraina, Medio Oriente e il nuovo quadro finanziario pluriennale, il futuro delle relazioni economiche tra Unione europea e Cina occupa un ruolo di prim’ordine in un contesto di forti tensioni geopolitiche e di rallentamento economico globale. L’obiettivo del dibattito che si è svolto in aula è quello di definire “una linea comune che coniughi apertura commerciale e tutela degli interessi strategici europei”, rafforzando al tempo stesso “la competitività del mercato interno”, così come recita una nota dell’Eurocamera. Presentando a nome del Consiglio i lavori che si terranno a Bruxelles nei prossimi giorni, la viceministra per gli affari esteri di Cipro, Marilena Raouna, ha ricordato che “l’unità europea resta il principale asset strategico” nella gestione delle sfide economiche globali, inclusi gli squilibri macroeconomici e l’evoluzione del rapporto con Pechino. I leader discuteranno la dimensione esterna della competitività, nella scia della tabella di marcia “One Europe, One Market”, che punta a un approccio più assertivo verso pratiche considerate distorsive, pur mantenendo aperti i canali di dialogo con i partner internazionali.
Per la Commissione ha invece preso la parola il vicepresidente Maroš Šefčovič, che nel suo intervento ha ribadito la linea già indicata dall’esecutivo europeo: il mantra rilanciato dal commissario prevede una strategia di “de-risking, not decoupling”, che esclude un disaccoppiamento totale dalla Cina ma mira a ridurre le dipendenze in settori critici e a rafforzare la capacità di risposta a eventuali coercizioni economiche. L’intenzione dell’Ue è quella di coordinare meglio gli strumenti di difesa commerciale e industriale, assicurando che l’Europa rimanga aperta ma “non ingenua” in un momento contrassegnato da grandi turbolenze geopolitiche.