“Verso i poveri Dio mostra predilezione: prima di tutto a loro è rivolta la parola di speranza e di liberazione del Signore e, perciò, pur nella condizione di povertà o debolezza, nessuno deve sentirsi più abbandonato. E la Chiesa, se vuole essere di Cristo, dev’essere Chiesa delle Beatitudini, Chiesa che fa spazio ai piccoli e cammina povera con i poveri, luogo in cui i poveri hanno un posto privilegiato”. È quanto si legge nel Messaggio di Papa Leone XIV per la X Giornata mondiale dei poveri, dove il Pontefice cita la propria esortazione apostolica Dilexi te. Leone XIV chiede ai cristiani di non “distinguere tra chi assiste e chi è assistito, tra chi sembra dare e chi sembra ricevere, tra chi appare povero e chi sente di offrire tempo, competenze, aiuto”, perché “siamo la Chiesa del Signore, una Chiesa di poveri, tutti preziosi, tutti soggetti, ognuno portatore di una Parola singolare di Dio. Ognuno è un dono per gli altri”. Il Papa richiama anche il commento di Sant’Agostino alla parabola del ricco Epulone e del povero Lazzaro: “Ci ha taciuto il nome del ricco e ci ha detto il nome del povero. Il nome del ricco andava di bocca in bocca, ma Dio l’ha taciuto”. Leone XIV evoca infine l’esempio di San Francesco d’Assisi, che giunto a Roma “si tolse i propri abiti e li scambiò coi vestiti stracciati di uno” dei mendicanti, “trascorrendo l’intera giornata in mezzo ai poveri con gioia di spirito”.