Rafforzare il legame con i viaggiatori americani e accompagnare la ripresa del settore turistico: con questo obiettivo il Ministero del Turismo di Israele ha lanciato a New York, in occasione della Jerusalem Post Conference, la nuova campagna “I Am Israel”. Un progetto multipiattaforma, si legge in una nota, che punta a raccontare il Paese attraverso le storie delle persone, la vita quotidiana, la cultura e la gastronomia, offrendo un’immagine più diretta e autentica del territorio. La campagna, destinata al pubblico statunitense – primo mercato di provenienza dei visitatori – si articola in tre serie video pensate per differenti segmenti: turismo generalista, pubblico ebraico e comunità cristiane. Il lancio ha coinvolto leader d’opinione e rappresentanti di comunità religiose da tutto il Paese. L’iniziativa, sostenuta da un investimento di circa 20 milioni di shekel, prevede contenuti video, collaborazioni con i media, attività di influencer marketing ed eventi di pubbliche relazioni. I materiali saranno diffusi sulle principali piattaforme digitali, tra cui Hulu, Disney+, YouTube e Meta, oltre che sui principali portali di informazione e lifestyle del Nord America. Nel 2025 sono stati circa 400 mila i turisti statunitensi in Israele, pari a un terzo del totale, mentre prima della pandemia si era sfiorato il milione di arrivi, soglia poi nuovamente superata nel 2023. “Stiamo rilanciando nel nostro principale mercato – ha sottolineato il ministro Haim Katz – con messaggi mirati e investimenti per rafforzare l’industria turistica”. Per il direttore generale Michael Izhakov la sfida è anche narrativa: “Mostrare una realtà fatta di vita, relazioni e cultura per ristabilire un legame personale con i visitatori”.