Suicidio assistito in Alto Adige: mons. Muser (Bolzano-Bressanone), “nemmeno malattia e morte privano l’uomo della sua dignità. Rafforzare cure palliative”

Il vescovo di Bolzano-Bressanone, mons. Ivo Muser, guarda con preoccupazione alla prevista normativa sul suicidio assistito in Alto Adige e mette in guardia dal proporre il suicidio assistito come via d’uscita per le persone gravemente malate.
“La Chiesa difende la dignità dell’uomo dal concepimento fino alla morte. Nemmeno la malattia, la sofferenza e la morte privano l’uomo della sua dignità”, ricorda mons. Muser, consapevole del cambiamento sociale per cui sempre più persone temono un processo di morte doloroso o una malattia terminale e vedono quindi nel suicidio medicalmente assistito una via d’uscita.
La risposta a queste paure, rimarca il vescovo, deve essere un’altra rispetto all’aiuto indiretto a morire: “Sono fermamente convinto che si risponde alle necessità dei pazienti facendo tutto ciò che è possibile dal punto di vista medico, psicologico e pastorale, con l’obiettivo di rendere la loro situazione di vita e il decorso della malattia il più sopportabile possibile”. Il presule ricorda inoltre “che non esiste l’obbligo di prolungare la vita a tutti i costi: le terapie possono essere interrotte se non hanno senso dal punto di vista medico o se ritardano inutilmente il processo di morte”.
Nella sua riflessione il vescovo esprime anche la preoccupazione che la prospettata normativa “possa rappresentare il primo passo di un’evoluzione sociale che ci porterà a non accompagnare più in modo adeguato le persone nella fase più vulnerabile della malattia, del dolore e del fine vita”.
Mons. Muser insiste pertanto sull’esigenza di un ulteriore rafforzamento dell’assistenza con le cure palliative, “estesa su tutto il territorio, accessibile e offerta in modo qualificato a chi soffre”. Allo stesso tempo il vescovo incoraggia familiari, amici e operatori “a stare accanto alla persona, a trasmetterle con vicinanza e empatia che la sua vita resta preziosa”.
Il vescovo ringrazia espressamente tutti coloro, e sono tanti, che in Alto Adige stanno accanto a chi è gravemente malato o in fin di vita: medici, operatori sanitari, familiari e volontari, impegnati a domicilio, nelle residenze per anziani, nei reparti di cure palliative e nel servizio hospice: “Difendiamo il valore di ogni vita e aiutiamo le persone affinché non vedano nel suicidio medicalmente assistito l’ultima via d’uscita”, esorta nuovamente Muser.

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