Alimentazione e fake news: Iss, un decalogo per riconoscere le bufale

Per aiutare i cittadini a orientarsi nel panorama dell’informazione online, il Dipartimento Sicurezza alimentare, nutrizione e sanità pubblica veterinaria dell’Iss ha realizzato un decalogo anti-bufale in nutrizione.
“Diffida delle soluzioni semplici a problemi complessi”: “Se qualcosa promette risultati rapidi e universali (ad esempio, ‘detox’, ‘cura miracolosa’, ‘perdi 5 kg in una settimana senza dieta né attività fisica’), è molto probabile che non sia supportato da evidenze solide”.
“Chiediti: da dove viene l’informazione?”: “Fonte, autore e competenza contano: sui mezzi di informazione e sui social in particolare, chiunque può diffondere contenuti senza qualifiche, con qualità molto variabile”.
“Attenzione al linguaggio emotivo”: “Le fake news funzionano perché fanno leva su paura, speranza o indignazione: contenuti emotivi (ad esempio ‘questo alimento ti sta avvelenando ogni giorno!’) si diffondono più velocemente e sono più creduti”.
“Non confondere esperienza personale con evidenza scientifica”: “Testimonianze (‘a me ha funzionato’) non equivalgono a prove: la scienza si basa su studi controllati e replicabili”.
“Fai attenzione alle informazioni parziali”: “Molte informazioni non sono completamente false, ma incomplete o decontestualizzate, presentando solo i benefici (ad esempio, ‘questo integratore rafforza il sistema immunitario’ senza indicare per chi, in quali condizioni o con quali evidenze). Anche questo è cattiva informazione”.
“Diffida dei ‘consensi sociali’ (like, condivisioni, follower)”: “La popolarità non è sinonima di verità: i meccanismi di approvazione o popolarità sui social fanno sembrare affidabili anche contenuti falsi (ad esempio un post con migliaia di like che promuove una dieta ‘miracolosa’ senza basi scientifiche)”.
“ Non rimanere nella tua ‘bolla’ cercando conferma di quello in cui credi”: “Riconosci i tuoi bias cognitivi, ossia la conferma di quello in cui credi Tendiamo a credere a ciò che conferma le nostre idee (confirmation bias): le fake news sfruttano proprio questo meccanismo. Ad esempio, se pensi che ‘lo zucchero sia il principale responsabile di tutte le malattie’, crederai più facilmente a messaggi che lo demonizzano, anche senza basi scientifiche solide”.
“Controlla se esiste consenso scientifico”: “ Un singolo studio non basta: le raccomandazioni affidabili derivano dalla valutazione complessiva delle evidenze, non da risultati isolati. ‘Uno studio dimostra che il caffè fa male’, viene citato un solo studio, ignorando tutte le altre evidenze (cherry picking)”.
“Fermati prima di condividere”: “Una semplice ‘pausa e verifica’ riduce significativamente la diffusione di fake news: condividere d’impulso è uno dei principali motori della disinformazione”.
“Allena il pensiero critico (prebunking)”: “Imparare a riconoscere tecniche, spesso manipolative, usate nella disinformazione (es. generalizzazioni, cherry picking) aiuta a diventare più resistenti alle fake news (ed esempio, ‘scoperta rivoluzionaria che i medici non vogliono farvi sapere’ è un esempio di uso di linguaggio sensazionalistico per attirare attenzione e creare sfiducia”.
“L’obiettivo – conclude Laura Rossi, direttrice del Reparto Alimentazione, nutrizione e salute dell’Iss – è che questo decalogo possa diventare uno strumento utile per cittadini, professionisti della salute e operatori della comunicazione”.

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