L’attesa della comunità cattolica italiana di Barcellona per la visita di Papa Leone XIV dei prossimi giorni in città è diventata, in queste ore, “un’unica voce corale”. Una presenza numerosa – circa 60–70 mila persone, la più grande tra le comunità etniche della città – che vive questo appuntamento non come un evento “per italiani”, ma come “un gesto pieno di universalità, dentro la Chiesa di Barcellona e con la Chiesa di Barcellona”, dice al Sir il responsabile della comunità italiana, don Gianpaolo Ghisleni. Da settimane, nella parrocchia di Sant’Anna i fedeli italiani hanno seguito il percorso proposto dall’arcidiocesi: catechesi di preparazione, momenti di preghiera, incontri comunitari che hanno aiutato a leggere la visita del Pontefice come un passaggio di comunione e di missione e con la presentazione di un volume, “Il mio Gaudí” scritto dalla storica dell’arte Chiara Curti che raccoglie le testimonianze dirette e i documenti d’archivio delle persone che hanno conosciuto personalmente l’autore della Sagrada Familia, oggi venerabile. Il momento più atteso è quello di martedì e mercoledì allo stadio e alla Sagrada Familia, nel cuore delle celebrazioni per il centenario della morte di Gaudí. E alle celebrazioni, insieme a famiglie, giovani, operatori pastorali anche tanti fedeli italiani che vivono da anni a Barcellona o arrivati più di recente, come ci dice don Ghisleni. “L’emozione – spiega – è grande: la visita del Papa è percepita come un abbraccio che conferma un’appartenenza, un cammino condiviso, una responsabilità nuova. La comunità italiana si prepara così, con semplicità e intensità, a vivere un giorno che resterà nella memoria comune”.