Terra Viva, in una nota diffusa oggi, “esprime profondo cordoglio e ferma condanna per il terribile delitto di Amendolara, maturato in un contesto segnato dal caporalato, dallo sfruttamento del lavoro e da dinamiche criminali che nulla hanno a che vedere con la vera agricoltura italiana”. “L’uccisione dei quattro lavoratori immigrati – viene sottolineato – rappresenta una ferita gravissima per l’intero Paese e impone una risposta forte, unitaria e senza ambiguità. Di fronte a tragedie come questa non bastano l’indignazione e le parole di circostanza: occorre rafforzare l’azione di contrasto alle organizzazioni criminali, colpire ogni forma di intermediazione illecita e costruire condizioni di legalità, dignità e sicurezza per tutti i lavoratori”. Per Terra Viva, “la stragrande maggioranza degli imprenditori agricoli italiani opera nel rispetto delle regole, dei contratti e della dignità delle persone. È proprio per difendere questa agricoltura sana che bisogna isolare senza esitazioni chi sfrutta il lavoro, alimenta il sommerso e danneggia l’intero sistema produttivo”. I principi che guidano Terra Viva – viene evidenziato – “sono chiari e non negoziabili. Il nostro Codice etico richiama ogni associato a promuovere l’agricoltura come una comunità di persone, fondata sulla legalità, sull’integrazione e sul rispetto reciproco, contrastando ogni forma di opportunismo, intermediazione illecita e sfruttamento”. Terra Viva – prosegue la nota – “rinnova inoltre il proprio impegno a favore dell’applicazione dei contratti di lavoro, della trasparenza delle filiere, della sicurezza nei luoghi di lavoro e della piena valorizzazione della persona, indipendentemente dalla provenienza geografica o dalla nazionalità”. Per l’associazione, “da questa tragedia deve nascere un’assunzione collettiva di responsabilità. Servono più controlli, strumenti efficaci per l’incontro tra domanda e offerta di lavoro, trasporti regolari per i lavoratori agricoli, soluzioni dignitose per l’accoglienza abitativa e una più forte collaborazione tra imprese, organizzazioni professionali, sindacati e istituzioni”. “La legalità – ammonisce Terra Viva – non è un costo ma una condizione indispensabile per il futuro dell’agricoltura italiana”. Per questo, l’associazione “continuerà a essere in prima linea affinché il lavoro agricolo sia sempre sinonimo di dignità, inclusione, sicurezza e giustizia sociale”.