“L’adorazione e la benedizione eucaristica ci trovino costruttori di relazioni nuove, di emancipazione, solidarietà, condivisione e pace”. Ad affermarlo ieri dal pulpito di Donatello il vescovo di Prato, mons. Giovanni Nerbini, al termine della solenne processione del Corpus Domini. Prima c’è stata la messa in piazza Duomo concelebrata dal clero diocesano, poi la processione e infine la benedizione eucaristica dal pulpito. Nella sua omelia il vescovo ha invocato il Signore “per i giovani e gli adolescenti, spesso tentati dalla scorciatoia della violenza e che sembrano aver rinunciato a vivere mettendosi al margine della vita relazionale e sociale”. Un pensiero anche per le famiglie “spesso non adeguatamente sostenute ed accompagnate nelle fatiche e nei disagi” e per gli anziani, che non sentono la gioia della vita “ma il suo peso amplificato dalle malattie e dalla solitudine”. “Questo sacramento che abbiamo portato in strada – ha sottolineato mons. Nerbini – è ancora oggi il segno e l’invito instancabile del Signore a cercare Lui, ed in Lui trovare ciò che ci manca”.