Droga: Genova, aperto il Symposium Wftc. Mons. Tasca, “uscire dalle dipendenze implica un percorso lungo con recupero dignità e reinserimento sociale”

(Foto Fict)

Si è aperto questa mattina nella Sala del Maggior Consiglio di Palazzo Ducale il Symposium Wftc Genova 2026, promosso dalla World Federation of Therapeutic Communities (Wftc), in collaborazione con Fondazione Ceis Genova e Federazione italiana comunità terapeutiche (Fict).
Fino al 20 maggio Genova ospita oltre 200 delegati provenienti da più di 40 Paesi per un confronto internazionale dedicato ai nuovi scenari delle dipendenze, ai modelli di presa in carico e ai percorsi di inclusione sociale e lavorativa. I lavori porteranno alla redazione della “Carta di Genova 2026-2036”, documento programmatico internazionale destinato a definire orientamenti condivisi nel campo della prevenzione, della cura e del reinserimento.
Nel corso della mattinata è stata richiamata la crescente complessità del fenomeno delle dipendenze a livello mondiale. Secondo i dati Unodc, circa 296 milioni di persone nel mondo hanno fatto uso di sostanze e solo una persona su cinque accede oggi a trattamenti adeguati. In Italia, le persone prese in carico dai Servizi per le dipendenze sono circa 130mila, mentre crescono i fenomeni di policonsumo, doppia diagnosi e dipendenze comportamentali.
Ad aprire i lavori è stato Enrico Costa, vicepresidente della Wftc e presidente della Fondazione Ceis Genova: “La comunità terapeutica resta il nostro strumento più potente per affrontare il problema delle dipendenze. La parte più difficile della presa in carico è accendere nelle persone la speranza e la motivazione a rimettersi in gioco”.
Mons. Marco Tasca, arcivescovo di Genova, ha sottolineato il valore umano e sociale del Symposium: “Uscire dalle dipendenze implica un percorso lungo che si basa soprattutto sul recupero della dignità personale e sul reinserimento nella vita sociale”.
Nel videomessaggio inviato al Symposium, il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano ha richiamato la necessità di rafforzare la cooperazione tra istituzioni, servizi pubblici e terzo settore: “Nessuna persona che vive una condizione di dipendenza deve essere lasciata sola”.

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