Spreco alimentare: Banco Alimentare, “Rendere la donazione sempre più competitiva per le imprese è la nostra priorità”

“In Italia la Grande Distribuzione Organizzata si conferma un attore centrale nella lotta allo spreco alimentare: ogni anno vengono donate oltre 48.000 tonnellate di prodotti alimentari, pari a circa 229 milioni di euro, grazie al contributo di circa 1.681 imprese”. Questo è quanto emerge dalla ricerca promossa dalla Fondazione Banco Alimentare Ets che, il 12 maggio, ha promosso una presentazione di dati inediti, realizzata dal Food Sustainability Lab della Polimi School of Management del Politecnico di Milano. “Questo progetto” – come riporta la nota – “si inserisce in un percorso triennale volto a rafforzare la base conoscitiva del fenomeno delle eccedenze lungo l’intera filiera agroalimentare italiana”. I risultati, sebbene significativi, evidenziano che la pratica di diffusione è ancora esigua; infatti, Paola Garrone, professoressa del Food Sustaintability Lab, dichiara: “Si evidenzia una forte differenza di adozione della pratica tra Grandi (93% dei casi), Medie (54%) e Piccole aziende (43%)”. Alle parole di Garrone si aggiungono quelle del presidente della Fondazione per la Sussidiarietà, Giorgio Vittadini, il quale sostiene che “l’analisi statistica rivela i fattori che determinano più di altri la propensione delle imprese della Grande Distribuzione a donare: la facilità nella comunicazione con gli enti; la presenza di un manager dedicato al surplus alimentare; infine, la prossimità territoriale”. Per il presidente della Fondazione Banco Alimentare, Marco Piuri, “Questi dati confermano il valore strategico della collaborazione tra Banco Alimentare e la Grande Distribuzione, ma ci dicono anche che esiste ancora un grande potenziale inespresso. Serve fare un passo in più e lavorare insieme alle imprese della Gdo e alle Istituzioni per rendere la donazione sempre più economicamente competitiva”. Osservando i nuovi obiettivi europei di riduzione dello spreco alimentare, del 30% entro il 2030, lo studio evidenzia la necessità di rafforzare le pratiche di donazione e recupero.

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