Azzardo in Lombardia: Gualzetti (Consulta antiusura e Fondaz. San Bernardino), “esiste un nesso diretto e inscindibile con il sovraindebitamento”

“Come Fondazione San Bernardino, ente promosso dalle diocesi e Caritas lombarde per la prevenzione dell’usura, ribadiamo, insieme alla Consulta nazionale antiusura ‘San Giovanni Paolo II’, che esiste un nesso diretto e inscindibile tra l’azzardo e il sovraindebitamento”. Lo denuncia Luciano Gualzetti, presidente della Consulta nazionale antiusura Giovanni Paolo II e della Fondazione San Bernardino di Milano, commentando i dati della raccolta per il 2025 del gioco d’azzardo. “Ormai, una persona su due di quelle che vengono intercettate dai centri di ascolto Caritas e dalla Fondazione San Bernardino sono intrappolate nell’azzardo e nelle scommesse – evidenzia Gualzetti -. Quando la ‘perdita’ diventa strutturale, il passo verso l’usura è purtroppo brevissimo. Questi 3,8 miliardi persi dai cittadini lombardi nel 2025 sono il terreno fertile su cui proliferano gli usurai, che si presentano come l’ultima, falsa spiaggia per chi è stato travolto dal gioco. Sono soldi che, troppo spesso, aprono la strada al sovraindebitamento, alla dipendenza e, nei casi più gravi, all’usura”.
Per il presidente di Consulta e Fondazione, “questi numeri non possono essere letti come un dato neutro. Sono il segnale di una deriva culturale ed economica che rischia di normalizzare l’azzardo come forma di intrattenimento, mentre per migliaia di persone rappresenta un fattore di impoverimento e vulnerabilità”.
“Non possiamo accettare che lo Stato continui a fare cassa su una dipendenza che distrugge il tessuto sociale. Chiediamo con forza interventi normativi che riducano drasticamente l’offerta di gioco e proteggano i territori. La lotta all’usura passa inevitabilmente attraverso una seria e rigorosa limitazione dell’azzardo legale, che di ‘ludico’ ormai non ha più nulla”, sottolinea Gualzetti.
Il presidente aggiunge: “Come Consulta nazionale antiusura, ribadiamo con forza che la prevenzione dell’usura passa necessariamente dalla riduzione dell’offerta di gioco, dal contrasto alla pubblicità ingannevole, dal rafforzamento dei presidi territoriali e da una politica fiscale che non incentivi, direttamente o indirettamente, il consumo di azzardo”.
Di qui la richoesta alle istituzioni regionali e nazionali “di assumere questi dati come un campanello d’allarme e di avviare un confronto serio e strutturale per contenere un fenomeno che, anno dopo anno, erode coesione sociale e fiducia”.

© Riproduzione Riservata

Quotidiano

Quotidiano - Italiano

Diocesi